Il grande caldo dell’agosto 63 a Roma (video)

Estate 1963: quando Roma boccheggiava
Nell’agosto del 1963 Roma fu teatro di una delle ondate di caldo più intense dell’epoca, tanto da meritare un servizio speciale della Settimana Incom. Le immagini raccontano una città stremata, dove il termometro superava abbondantamente i 30°C e la vita quotidiana diventava una piccola sfida alla sopravvivenza.
Il caldo, “uguale per tutti ma non per tutti sopportabile”, metteva in difficoltà soprattutto chi era costretto a lavorare all’aperto: fiorai che cambiavano l’acqua più volte al giorno per evitare che le composizioni appassissero, operai alle prese con auto roventi parcheggiate sotto il sole, tranvieri che sognavano una piscina mentre trascorrevano ore di servizio in cabina.
Il servizio mostrava anche la quotidianità dei romani: chi attendeva un bambino e non poteva uscire, chi si sentiva “soffocare” lungo le strade del centro, chi cercava refrigerio nelle fontanelle o nei gelati, diventati un vero sostegno economico per i piccoli artigiani del freddo. L’acqua delle fontane, definita “ghiacciata”, era il rimedio universale, mentre il vino – si diceva – “era dappertutto alterato” dal caldo.
Non mancava un tocco di ironia: c’era chi sosteneva di stare bene “al sole”, chi filosofeggiava sul fatto che “tutto è relativo”, ma il quadro generale era chiaro: la capitale viveva una fase di calura estrema, in un’Italia che stava cambiando rapidamente, tra boom economico e modernizzazione.
Rivedere oggi quelle immagini significa ricordare che le estati torride non sono una novità assoluta. Già allora il caldo metteva a dura prova città e cittadini, pur senza la consapevolezza climatica che abbiamo oggi. Un documento prezioso, che racconta come si affrontava l’afa prima dell’aria condizionata, dei climatologi in TV e delle allerte meteo: con pazienza, ironia e una fontanella sempre a portata di mano.

