FREDDO: se tornasse con la guerra in atto sarebbero dolori per le famiglie

Il balzo del prezzo del petrolio innescato dalla guerra in Iran rischia di farsi sentire in tempi rapidissimi sul portafoglio degli italiani. La guerra in Iran e nei Paesi del Golfo, infatti, alimenta immediatamente la componente speculativa sui carburanti: benzina e gasolio potrebbero rincarare ulteriormente già nei prossimi giorni, seguendo l’impennata del greggio, superando i 2 euro al litro anche al di fuori delle autostrade.
Un effetto a catena che non si fermerebbe alle pompe di benzina, ma arriverebbe anche alle bollette del gas, già appesantite dai consumi invernali.
Per molte famiglie, il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente se il meteo decidesse di voltare di nuovo verso il freddo. Dopo un inverno costoso, con riscaldamenti accesi a lungo e tariffe energetiche tutt’altro che leggere, un improvviso calo delle temperature significherebbe utilizzare le caldaie come fosse gennaio, proprio mentre i costi dell’energia tornano a salire. Una combinazione di eventi che rischia di trasformare la coda della stagione fredda in un nuovo, inatteso salasso.
Per fortuna NON sembra che il freddo tardivo abbia intenzione di visitare il nostro Paese.

