Permafrost sotto pressione, il Cervino a rischio crolli
Il più nobile "scoglio d'Europa" sotto osservazione da parte dei ricercatori dell'Università di Zurigo.
Con l’aumento medio delle temperature lungo l’arco alpino gli agglomerati di roccia d’alta quota tenuti insieme dal ghiaccio, leggi "permafrost", rischiano di far divenire alcune vie classiche dell’Alpinismo una vera e propria roulette russa. Questo per via dei crolli sempre più frequenti che interessano i colossi delle Alpi. Qui avevamo a suo tempo descritto nei particolari il fenomeno https://www.meteolive.it/news/Ti-segnaliamo/49/Ghiacciai-e-permafrost-Alpi-sotto-osservazione/34210/.
Tra tutte le situazioni critiche segnaliamo quella del più nobile scoglio d’Europa, al secolo il Cervino/Matterhorn, la piramide più famosa del mondo che svetta con i suoi 4478 metri di quota sopra gli abitati di Cervinia (Italia) e Zermatt (Svizzera). Cosa sta accadendo al nostro Cervino?
La piramide di roccia e ghiaccio è resa instabile da profonde crepe create da infiltrazioni d’acqua e dovute alla parziale fusione del permafrost. La montagna è sotto la stetta osservazione scientifica dei ricercatori dell’Universita’ di Zurigo. In una ricerca diffusa ieri, martedì 27 marzo, e pubblicata sul Journal of Geophysical Research, i ricercatiori spiegano che i frequenti crolli di massi dalla "Gran Becca" verificatisi negli ultimi anni, soprattutto in estate, sono da imputare alle conseguenze dell’innalzamento medio della temperatura in alta quota, con relativo smembramento del permafrost.
E’ una situazione cui soggiacciono anche tutte le altre grandi pareti delle Alpi, tra le quali menzioniamo la est del Monte Rosa, la più alta d’Europa, 2500 metri di salto verticale sopra l’abitato di Macugnaga, già nota per il fenomeno surge del ghiacciaio di Belvedere e del relativo lago Effimero. Il bacino si formò nel 2003 per il distacco del piede glaciale dalla grande parete. Molto pericolosa anche la parete sud del Gran Combin, oltre 4300 metri di quota, sentinella della città di Aosta dalla quale però si pone a debita distanza. In estate si staccano scariche di sassi mediamente ogni 5 minuti e da questa parete precipitano nel vuoto massi grandi quanto televisori. La via è molto frequentata dagli Alpinisti…
Autore : Luca Angelini