Flash sui ghiacci polari: la primavera ferma la ripresa
Si è fermata la lunga corsa al recupero iniziata nell'ottobre del 2012. Era accaduto già lo scorso anno, quando poi seguirono le impressionanti perdite dell'estate.
Che si replichi pari pari quanto accaduto nel 2012? Per il momento qualche analogia sullo sviluppo della banchisa artica c’è. Stiamo parlando di estensione orizzonale certo, ma la conservazione di questa è data anche dallo spessore del ghiaccio una volta ricompostosi nella stagione invernale. Questa fisarmonica che pare aver preso piede negli ultimi anni è la classica conseguenza di un ghiaccio giovane e quindi molto sottile.
E’ vero durante l’inverno cresce e infatti da ottobre del 2012 si è avuto un recupero interessante, oltre 2 milioni di chilometri quadrati di superficie, ma il ghiaccio è sottile e, con l’arrivo della primavera, ecco che tornano le perdite, in favore di spazi oceanici liquidi sempre più ampi.
Adesso naturalmente è troppo presto per trarre conclusioni, tuttavia osserviamo l’inversione di tendenza, con la frenata del recupero iniziato a ottobre, il mancato pareggio dei bilanci di massa con la media dell’ultimo trentennio e l’incipiene calo rispetto alla stessa con assestamento dell’estensione intorno a 700 mila chilometri quadrati sotto la medesima media.
Prospettive per il futuro? Sicuramente molto di quel ghiaccio ricompattatosi durante l’inverno andrà perso, ma molto dipenderà da quello che saprà offire la prossima estate, che si spera clemente anche lassù.
Autore : Luca Angelini