Uno sguardo alla PRIMAVERA, cosa ci dicono le STAGIONALI?
La primavera è ormai imminente e le proiezioni stagionali sfornate dai vari enti meteorologici e climatici mondiali indicano le possibili strade percorse dalla nuova stagione. Verifichiamo alcuni responsi.

Ogni cambio di stagione impone una riflessione retrospettiva che tiri le somme sull’andamento del tempo nei mesi passati e stimoli contemporaneamente l’attenzione sulle proiezioni per quelli futuri.
Con la consapevolezza di tutti i limiti che la scienza manifesta in questo delicatissimo settore della climatologia, cerchiamo ora di delineare in questa sede una linea guida che identifichi una possibile tendenza per i mesi di marzo aprile e maggio prossimi, inquadrando cosi l’andamento più probabile del tempo nell’ormai imminente primavera.
Occorre subito notare che Americani ed Europei mostrano un unico comun denominatore che riguarda l’andamento termico sul Vecchio Continente Italia compresa. La visione univoca non ci offre nulla di nuovo sotto il sole. Le probabilità che le temperature si pongano su valori più elevati della media sono piuttosto alte ed evidenti.
Nel particolare italiano occorre notare però una certa differenza di vedute tra gli Inglesi dell’Ibimet e quelli del Met Office. I primi sostengono un trimestre globalmente al di sopra delle medie sulle nostre regioni meridionali e lungo il versante adriatico, gli altri portano avanti la tesi opposta, con il nord sopra media e le regioni del centro-sud alle prese con una primavera più fresca.
Gli altri responsi ci delineano invece una primavera tutta “rose e fiori”, con temperature sostanzialmente al di sopra della norma su tutto il Paese senza distinzioni particolari tra nord e sud se non quelle dettate dalle caratteristiche condizioni climatiche locali.
In linea con i responsi termici, i climatologi dell’Ibimet ci mostrano un quadro potenzialmente favorevole ad un buon trimestre primaverile piovoso sulle nostre regioni settentrionali, mentre in deficit risulterebbe con una certa evidenza il centro-sud.
Anche in questo caso i loro colleghi del Met Office la vedono in modo diverso con una primavera pluviometricamente deficitaria al nord e più generosa al centro-sud.
Gli altri responsi stagionali non accennano a particolari anomalie pluviometriche sul nostro Paese per l’intero trimestre primaverile. Precipitazioni nella media su tutto il territorio con qualche accumulo in più per le regioni alpine.
Chi avrà ragione? Staremo a vedere. Quel che è certo è che tra un po’ la primavera salirà in cattedra e per noi sarà un altra buona occasione per confrontare i limiti della scienza con i riscontri della realtà, imparando sempre e comunque qualcosa di nuovo dalla nostra preziosa e amorevole “Madre Natura”.
Autore : Luca Angelini
