La danza delle temperature: nuova scaldata tra giovedi e venerdi al sud?
L'affondo di un vortice canadese verso il Mediterraneo occidentale potrebbe agevolare tra tra venerdi 18 e sabato 19 aprile la risalita di un flusso caldo dal nord Africa verso le nostre regioni meridionali

L’altalena delle temperature dimostra senza tante difficili spiegazioni quanto siano presenti in questa fase della primavera gli scambi meridiani sul continente europeo. Lasciati da parte i blocchi anticiclonici fuori stagione e i flussi rettilinei ma sterili provenienti dall’Atlantico, il mese di parile che stiamo vivendo ci proietta entro una primavera molto simile a quelle che si vedevano 20 anni orsono.
Il flussi perturbati scorrono lungo i meridiani e penetrano a corrente alternata anche sul bacino del Mediterraneo coinvolgendo maggiormente le nostre regioni settentrionali con nubi e piogge e quelle meridionali con risalite calde accompagnate talvolta da aspersione di sabbia desertica.
Le carte a nostra disposizione sono piuttosto eloquenti e ci mostrano per la seconda parte della settimana appena iniziata uno scenario analogo a quanto già avvenuto nei giorni scorsi. Una depressione si infilerà sull’Europa occidentale. La sua notevole estensione le permetterà di abbracciare non solo i settori centro-occidentali del Vecchio Continente ma anche una buona porzione di deserto algerino, tunisino e libico.
I venti aspirati dal grande centro depressionario scorreranno sul deserto sollevando con le classiche tempeste grandi quantità di sabbia la quale verrà sospinta con tutta probabilità verso le nostre regioni meridionali. Da notare che nel frattempo le temperature sulla vicina Tunisia raggiungeranno valori intorno a 34-35°C.
Proprio sulle estreme propaggini meridionali dello Stivale scorrerà il letto teso delle calde correnti di diretta estrazione nord-africana. Tra venerdi e sabato prossimi ci potremo pertanto attendere una nuova impennata dei termometri con valori in qualche caso simil-estivi. Probabilmente impegnate dai nuovi bollori atmosferici la Sicilia e le zone interne della Puglia, laddove si sommerà l’effetto favonico indotto dai venti di caduta dall’Appennino Lucano. Non si dovrebbero raggiungere in ogni caso valori massimi superiori a 28-30°C.
Autore : Luca Angelini
