PER NON DIMENTICARE: l’orrore dell’ACNA di Cengio
Viaggio nelle tragedie italiane dimenticate...
L’ambiente: l’argomento di cui si parla di più su MeteoLive dopo la meteorologia. Abbiamo raccontato molte catastrofi, tragedie che sono costate le vite a decine, centinaia, migliaia di persone.
C’è l’orrore che si vede e quello che non si vede; quello palese, immediato, e quello che emerge subdolamente.
Quello dell’Acna di Cengio è da ascrivere tra i più subdoli: Cengio si trova nell’entroterra di Savona, sull’Appennino. Passa di lì il fiume Bormida, o meglio uno delle tante Bormide della zona.
Qui nel 1882 nacque la Sipe, la società italiana prodotti esplodenti: farà la sua fortuna durante la prima guerra mondiale.
Nel dopoguerra c’è il cambio del nome e il passaggio alla fabbricazione di coloranti: tute, magliette, tailleur, tutto veniva colorato dall’ACNA, di proprietà della Montecatini.
Che bello si pensa: che bei vestiti che fa l’Acna, dobbiamo andarne orgogliosi qui nel Savonese, pensa la gente.
Si bello, ma…l’hai guardato il fiume?
Un rosso vermiglio! E resterà così per anni!
E come mai? Perchè hanno utilizzato la Bormida per il processo di produzione!
Negli anni 80 finalmente, dopo aver cambiato molte volte padrone, l’Acna ha chiuso i battenti, ma la fabbrica resta, è ancora lì con i suoi impianti fermi. Che ci siano ancora gli impianti a fare bella mostra di sè, in fondo è poco importante, è quello che c’è sotto che è importante.
E cosa c’è sotto? Tonnellate, milioni di tonnellate di rifiuti tossici mescolati tra la terra che ancora oggi percolano nella Bormida.
C’è un progetto di depurazione che prevede il trasporto dei rifiuti nel sottosuolo tedesco… tedesco? Si, tedesco: viene trasportato con treni ecologici. Intanto la Bormida e di conseguenza anche noi, abbiamo già pagato sulla nostra pelle il frutto di tanta scelleratezza.
Autore : Alessio Grosso