00:00 1 Febbraio 2008

GROSSO: a San Valentino le ultime speranze degli innamorati dell’inverno

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

GROSSO: a San Valentino le ultime speranze degli innamorati dell’inverno

REDAZIONE: Grosso, anche quest’anno vien da dire l’inverno che poteva essere e non è stato
GROSSO: si, in fondo non si pretendeva molto, qualche gelata, un po’ di neve e qualche bella giornata fredda con il cielo azzurro a sovrastare gli alberi nudi. Invece il gennaio si è trascinato via più mite che mai e le prospettive per la prima decade di febbraio sono tutt’altro che confortanti sotto il profilo termico.

REDAZIONE: però adesso qualche nevicata arriverà sui monti?
GROSSO: si però non confondiamo la neve con il freddo. Le precipitazioni nevose si possono verificare anche nel contesto di stagioni miti. Quello che possiamo dire è che le precipitazioni non sono mancate, abbiamo il Po in buona salute e i ghiacciai coperti da un discreto spessore di neve.

REDAZIONE: nemmeno nel lunghissimo termine si può ipotizzare un ritorno a condizioni invernali?
GROSSO: un certo calo termico dovrebbe verificarsi nel fine settimana 9-10 febbraio ma sarà il giorno di San Valentino quello cruciale. Lì o arriverà una bella irruzione fredda oppure la stagione almeno in pianura potrebbe essere virtualmente conclusa. Oltretutto tra mercoledì e venerdì 8 non mancherà l’ennesimo rialzo termico da anticiclone africano. Insomma la situazione non è molto esaltante, anche se farà piacere a chi non vede l’ora di vivere la bella stagione. Ricordo per completezza d’informazione che l’aumentata insolazione accelera velocemente il passaggio stagionale in pianura già dalla fine di febbraio, mentre in montagna la fine dell’inverno è molto più lenta e graduale e si riscontra ad aprile.

REDAZIONE: ma lei se l’aspettava un inverno così dopo tutte le premesse e gli indici favorevoli?
Mi aspettavo che dopo un dicembre comunque interessante e votato alle discese di aria fredda, vi fosse una temporanea sosta a causa dell’aumentata velocità del getto e dunque del dinamismo del vortice polare, non credevo che avrebbe raggiunto queste punte eccezionali e contemporaneamente non mi aspettavo che la Nina ci spedisse addosso in questo modo gli anticicloni subtropicali, vanificando tutti i discorsi sulla positività degli indici di teleconnessione.
Autore : Redazione