11:12 15 Settembre 2026

Inverno con il grande freddo in Europa per colpa di El Niño?

Il grande freddo che alcuni centri di calcolo ipotizzano per l’inverno 2026‑27: quanto è credibile e perché potrebbe accadere

Deriva fredda in Europa nell'inverno 2026-27.

L’inverno che si profila all’orizzonte potrebbe essere uno dei più complessi e discussi degli ultimi decenni. Non perché esista una certezza di gelo estremo, ma perché le proiezioni stagionali dei principali centri di calcolo europei e americani stanno delineando scenari che, se confermati, segnerebbero una brusca inversione rispetto agli inverni miti degli ultimi anni. Al centro di tutto c’è un protagonista ingombrante: il Super El Niño, un episodio di intensità eccezionale che sta già alterando la circolazione atmosferica globale. Secondo NOAA e Climate Prediction Center, la probabilità di un El Niño molto forte supera il 90% , mentre le anomalie superficiali del Pacifico equatoriale hanno già superato i +2°C, con picchi oltre +6°C in alcune aree secondo Severe Weather Europe.

Questo surplus di calore immesso nell’atmosfera modifica la posizione e la forza della Corrente a Getto, innescando una catena di teleconnessioni che può arrivare fino all’Atlantico e all’Europa. ECMWF e UKMO concordano nel ritenere che un Super El Niño sia in grado di rimodellare i pattern di pressione su scala emisferica, favorendo la formazione di blocchi anticiclonici alle alte latitudini tra Groenlandia e Islanda . È proprio questa configurazione a destare attenzione: un anticiclone così robusto potrebbe deviare il flusso zonale e aprire un corridoio diretto per masse d’aria artica e siberiana verso il continente europeo.

Secondo ECMWF, alcune simulazioni sorprendentemente mostrano la possibilità di uno dei trimestri invernali più rigidi della storia contemporanea, con un indice NAO fortemente negativo e un’Europa esposta a ripetute irruzioni gelide. Le proiezioni stagionali evidenziano infatti la genesi di immensi blocchi anticiclonici che fungono da “scivolo” per l’aria artica, pronta a invadere il Vecchio Continente. Anche Joe Bastardi, famoso meteorologo americano, riporta la stessa ipotesi, parlando di un possibile inverno particolarmente rigido con neve persistente nel Nord Europa e ripercussioni significative anche sul Mediterraneo e sull’Italia.
Guardate questa mappa ECMWF con le anomalie di temperature previste per dicembre 2026, spicca l’azzurro (anomalia negativa) su gran parte del nord, del centro Europa e di parte del nostro Paese:

Il nodo centrale è il vortice polare. Quando El Niño è molto intenso, la sua interferenza con la jet stream può indebolire la struttura del vortice, fino a un potenziale collasso. In condizioni normali, il vortice trattiene l’aria gelida sopra il Polo Nord; quando perde compattezza, il freddo estremo può espandersi verso sud senza ostacoli. ECMWF sottolinea proprio questo rischio: un vortice vulnerabile, disturbato dalle teleconnessioni ENSO, potrebbe liberare verso l’Europa enormi serbatoi di aria artica e siberiana, ma ovviamente non vi è nulla di certo.
Dopo un gennaio che riporterebbe mitezza su gran parte d’Italia, ma non al nord, dove i valori risulterebbero nella norma, ecco il febbraio gelido per tutti come non si ricordava da molti anni, mappa ECMWF:

Infatti le proiezioni stagionali non permettono di stabilire con certezza l’intensità delle ondate di freddo, pur riconoscendo la presenza di segnali atmosferici favorevoli a discese fredde in alcune fasi. Il centro meteo danese evidenzia che, nonostante il Super El Niño, parte dell’Europa potrebbe vedere meno neve in pianura e più precipitazioni in quota, con un inverno instabile e non necessariamente uniforme nel suo rigore. Poca neve ma rischio gelo improvviso con El Niño, è solo una delle ipotesi al vaglio.

Il quadro complessivo, dunque, è complesso ma coerente: El Niño estremo sta alterando la circolazione globale, i modelli europei mostrano blocchi anticiclonici alle alte latitudini, il vortice polare appare vulnerabile, e l’Europa potrebbe trovarsi esposta a irruzioni fredde di notevole intensità. Non è una previsione definitiva, ma una tendenza da evidenziare supportata da diversi centri di calcolo. L’inverno 2026‑27 potrebbe alternare fasi più miti a episodi di gelo improvviso e persistente, con possibili impatti su viabilità, infrastrutture ed energia, come segnalato da ECMWF e da vari autorevoli centri meteorologici europei.

In sintesi, non c’è certezza matematica del “grande freddo”, ma ci sono basi modellistiche solide per considerarlo una possibilità concreta. E in meteorologia, quando teleconnessioni globali e vortice polare iniziano a muoversi all’unisono, vale sempre la pena tenere gli occhi ben aperti.

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