Freddo da est e maltempo su molte zone per il Ponte di Ognissanti
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L’autunno prova a cambiare volto sull’Italia, ma lo fa seguendo uno schema barico molto particolare. Un possente anticiclone, disposto tra il nord Europa e parte del continente centro-settentrionale, continua infatti a rappresentare l’elemento dominante della circolazione atmosferica sullo scacchiere europeo. La sua presenza, che protegge solo in parte il nostro Paese, finisce indirettamente per mettere in moto correnti più fredde orientali verso il Mediterraneo centrale e dunque verso alcune regioni italiane.
Secondo gli ultimi aggiornamenti modellistici, l’azione dell’alta pressione favorirà la discesa di aria relativamente fredda dai Balcani verso il centro-sud da mercoledì 28 in poi. Si tratterà di un afflusso in grado di determinare una generale diminuzione delle temperature, particolarmente avvertibile lungo il versante adriatico e nelle regioni meridionali. La flessione termica dovrebbe risultare più contenuta al nord e sulle aree tirreniche, dove la protezione esercitata dall’anticiclone continuerà a limitare la possibilità di cambiamenti significativi.
Le precipitazioni più consistenti sembrano destinate a concentrarsi sulle regioni ioniche. Il modello europeo ECMWF insiste da diverse elaborazioni nel collocare i fenomeni più abbondanti tra la costa jonica della Basilicata, la Calabria e l’est della Sicilia, aree che beneficerebbero maggiormente dell’interazione tra il flusso fresco orientale e le acque ancora relativamente miti del Mar Ionio. In queste zone non si escludono rovesci persistenti e locali temporali, soprattutto tra la fine di ottobre e l’avvio di novembre. Coinvolta anche l’Ogliastra nell’est della Sardegna e marginalmente il medio Adriatico.
Ecco a tal proposito una mappa degli accumuli precipitativi previsti per il 1° novembre proprio dal modello ECMWF su base grafica WXCHARTS:

Tuttavia il quadro resta ancora piuttosto aperto. Alcuni centri di calcolo ipotizzano infatti una penetrazione più incisiva del nocciolo freddo in quota in arrivo dai Balcani. Tra questi spicca il modello britannico UKMO, che presenta uno scenario sensibilmente più dinamico tra l’1 e il 2 novembre. In questa configurazione il vortice freddo riuscirebbe a guadagnare maggiore spazio sul Mediterraneo centrale; grossomodo la distribuzione delle precipitazioni non cambierebbe molto rispetto al modello ECMWF ma queste risulterebbero più abbondanti ed estese lungo la costa e l’immediato entroterra della Basilicata, come vediamo qui sotto:

Qualora questa soluzione trovasse conferma, si assisterebbe a una fase decisamente più instabile per molte regioni meridionali e adriatiche, accompagnata da un ulteriore calo delle temperature e da fenomeni localmente anche intensi. Al contrario, una traiettoria più orientale del vortice limiterebbe gli effetti precipitativi principalmente alle aree ioniche, lasciando ai margini gran parte del resto del Paese.
Ciò che appare invece relativamente certo è la scarsa probabilità di precipitazioni organizzate al nord e lungo gran parte del versante tirrenico. La particolare disposizione delle figure bariche non favorisce infatti l’ingresso delle perturbazioni atlantiche, che rappresentano la principale fonte di piogge diffuse per queste zone. La massa d’aria fredda proveniente da est tende piuttosto a scaricare la propria instabilità sul basso Adriatico e sul Meridione, lasciando molte regioni settentrionali e tirreniche in una situazione di sostanziale ombra pluviometrica.
Le maggiori incertezze riguardano però il prosieguo della prima decade di novembre. I modelli matematici mostrano una notevole difficoltà nell’inquadrare l’evoluzione successiva. Da una parte emerge il tentativo di riproporre il ritorno delle correnti occidentali e delle perturbazioni atlantiche sull’Europa meridionale; dall’altra continua a resistere una struttura anticiclonica che, negli ultimi mesi, ha assunto caratteristiche quasi semipermanenti.
A complicare ulteriormente il quadro interviene un vortice polare che, almeno nelle simulazioni attuali, non sembra mostrare particolare compattezza. La relativa debolezza del sistema potrebbe favorire scambi meridiani e configurazioni atmosferiche poco lineari, rendendo più difficile l’affermazione di un classico flusso zonale da ovest verso est.
In altre parole, il vero interrogativo dei prossimi giorni sarà capire se l’Atlantico riuscirà finalmente a riconquistare il Mediterraneo oppure se l’Europa continuerà a essere dominata da blocchi anticiclonici e infiltrazioni fredde orientali.
Per il momento la seconda ipotesi appare ancora tutt’altro che marginale e lascia intravedere un inizio di novembre caratterizzato da temperature in diminuzione soprattutto al centro-sud, precipitazioni concentrate sui versanti adriatici e ionici e una persistente carenza di piogge sulle regioni settentrionali e tirreniche. Un contesto che conferma quanto la stagione autunnale stia procedendo attraverso schemi atmosferici anomali e ancora lontani da una piena normalizzazione della circolazione europea.
