Anticiclone? Si, ma freddo in agguato su diverse regioni
Le correnti fredde balcaniche insidieranno l'anticiclone.

L’alta pressione sta gradualmente consolidando la propria presenza sull’Italia, garantendo condizioni in prevalenza stabili e un generale miglioramento del tempo su gran parte del Paese. Tuttavia, il nuovo assetto atmosferico presenta un punto debole tutt’altro che trascurabile: il fianco sud-orientale dell’anticiclone resterà esposto all’infiltrazione di correnti più fredde provenienti dai Balcani, destinate a influenzare il tempo soprattutto dalla seconda metà della settimana.
In una prima fase il coinvolgimento sarà limitato essenzialmente alle regioni affacciate sul basso Adriatico e sullo Ionio. Tra mercoledì 28 e venerdì 30 ottobre si osserveranno annuvolamenti irregolari, localmente associati a precipitazioni sparse e generalmente di debole intensità. Le aree maggiormente esposte a questi fenomeni saranno il Molise, la Puglia, la Basilicata e la Calabria, in particolare lungo i settori costieri e immediatamente retrostanti.
Oltre alle nubi e a qualche pioggia isolata, il primo segnale dell’afflusso orientale sarà rappresentato da un nuovo calo delle temperature. Proprio le regioni adriatiche meridionali saranno le prime a sperimentare valori termici inferiori alla media degli ultimi giorni, con venti orientali in rinforzo e una sensazione di freddo accentuata soprattutto nelle ore serali e notturne. Lo vediamo in questa mappa termica tratta dal modello ECMWF a 1500m per venerdì 30 ottobre su base grafica Meteologix:

La situazione potrebbe però evolvere ulteriormente nel corso del prossimo fine settimana. Entro sabato 31 ottobre, infatti, l’influenza delle correnti balcaniche potrebbe estendersi progressivamente a tutto il Centro-Sud, determinando un aumento della nuvolosità e condizioni più instabili rispetto a quelle attualmente previste. Alcune elaborazioni modellistiche minoritarie ipotizzano addirittura un coinvolgimento parziale del Nord Italia, segnale di una possibile erosione dell’alta pressione più marcata rispetto a quanto stimato solo pochi giorni fa. Lo vediamo da questa mappa barica tratta dal modello UKMO, su base grafica Meteociel, che vede un coinvolgimento di gran parte della Penisola per domenica 1° novembre:

È proprio su questo punto che emergono le maggiori incertezze previsionali. L’anticiclone, infatti, non può ancora essere considerato sconfitto. Molto dipenderà dall’intensità e dalla persistenza del flusso freddo orientale e dalla sua capacità di penetrare efficacemente nel bacino centrale del Mediterraneo.
Tra i principali centri di calcolo internazionali, il modello europeo ECMWF appare al momento tra i più aggressivi. Secondo alcune sue recenti emissioni, le correnti da est potrebbero reiterarsi per diversi giorni, fino a sfondare in modo significativo sul Mediterraneo centrale. In questo scenario l’aria più fredda riuscirebbe ad aprirsi un varco verso ovest, mettendo in seria difficoltà il campo anticiclonico e favorendo una vera e propria rivoluzione meteorologica durante la prima settimana di novembre.
Ecco a tal proposito una simulazione di MeteoLive che propone uno scenario estremo per il 5 novembre sulla base delle proiezioni del modello ECMWF:

Non tutti i modelli, tuttavia, condividono questa visione. Diverse simulazioni continuano a proporre un indebolimento soltanto parziale dell’alta pressione, con il successivo instaurarsi di correnti occidentali più miti e umide. In tale configurazione il freddo proveniente dai Balcani rimarrebbe sostanzialmente confinato all’Europa orientale e alle regioni adriatiche, senza riuscire a determinare cambiamenti così profondi sul tempo italiano.
Per questo motivo è ancora prematuro sbilanciarsi sulle prospettive di lungo termine. Le indicazioni più affidabili riguardano per ora il breve periodo, caratterizzato da una crescente instabilità sulle regioni del basso versante adriatico e ionico e da un moderato raffreddamento. Per capire se la manovra balcanica riuscirà davvero a scardinare l’anticiclone e ad aprire una nuova fase dinamica sul Mediterraneo sarà necessario attendere le prossime emissioni modellistiche. Il mese di novembre potrebbe iniziare con scenari molto diversi tra loro.
