11:35 25 Ottobre 2026

Primi di Novembre: irruzione fredda dai Balcani e pioggia su diverse zone

Brusco calo termico con l'inizio del mese di novembre. Si finirà sotto la media, specie su alcune regioni.

Scena autunnale

Dopo alcuni giorni caratterizzati da condizioni spesso dinamiche, l’atmosfera si prepara a vivere una nuova fase governata dall’alta pressione. Tra il 26 e il 31 ottobre l’anticiclone tornerà infatti a distendersi sull’Italia, garantendo alcuni giorni di tempo generalmente stabile, asciutto e in prevalenza soleggiato.

La presenza dell’alta pressione favorirà un progressivo aumento delle temperature, soprattutto nei valori massimi, con clima gradevole e mite durante le ore centrali della giornata. Le nebbie e le foschie potranno tornare a presentarsi nelle pianure e nelle vallate interne nelle prime ore del mattino, ma avranno carattere isolato e nel complesso il quadro meteorologico risulterà tranquillo su gran parte del Paese, come si vede dalla mappa barica prevista dal modello ECMWF su base grafica Meteociel che riassume l’andamento previsto sino al 1° novembre, dove però già si vede qualche cambiamento:

Infatti l’espansione dell’alta pressione verso le latitudini più settentrionali europee potrebbe infatti favorire l’apertura di una porta orientale, consentendo l’inserimento di masse d’aria progressivamente più fredde provenienti dai Balcani.

Il cambiamento inizierebbe ad interessare dapprima il basso Adriatico (come da mappa) attorno al primo novembre, per poi estendersi gradualmente al resto del Centro-Sud. Successivamente il raffreddamento potrebbe coinvolgere anche le regioni settentrionali, determinando un generale calo termico su tutta la Penisola. Lo vediamo in questa mappa settimanale del modello ECMWF su base grafica Meteociel che riassume le condizioni bariche previste tra il 2 e il 9 novembre:

Dal punto di vista delle precipitazioni non si intravedono, almeno in una prima fase, eventi particolarmente significativi. Gli effetti dell’irruzione fredda dovrebbero manifestarsi soprattutto attraverso una maggiore instabilità sulle regioni esposte alle correnti orientali. Le zone più interessate da piovaschi e rovesci risulterebbero il medio e basso Adriatico, le aree interne della Basilicata, la Calabria e parte della Sicilia.

Qualche fenomeno potrebbe raggiungere anche la Sardegna orientale, la Romagna e, per effetto dello stau indotto dai venti orientali, il basso Piemonte e in generale i settori prealpini. In montagna cadrebbe anche qualche spruzzata di neve, con quota generalmente compresa tra 1300 e 1500 metri.
Vediamo la mappa riassuntiva delle precipitazioni tra il 2 e il 9 in questa mappa, sempre prevista dal modello ECMWF su base grafica Meteociel, che evidenzia i fenomeni sparsi previsti sulla Penisola (in verdino):

L’aspetto più interessante di questa evoluzione riguarda però le temperature. Secondo le proiezioni attualmente disponibili, i valori potrebbero mantenersi inferiori alle medie climatiche del periodo fino almeno al 9 novembre, segnando una netta inversione di tendenza rispetto alla mitezza prevista negli ultimi giorni di ottobre.

Non si può inoltre escludere che l’afflusso di aria fredda possa risultare più incisivo. Alcuni scenari ipotizzano infatti il raggiungimento della nostra Penisola da parte dell’isoterma di zero gradi alla quota di circa 1500 metri, un segnale di raffreddamento decisamente significativo per la prima decade di novembre.

Guardando oltre, alcune elaborazioni modellistiche suggeriscono la possibile formazione o il coinvolgimento del Mediterraneo da parte di un vortice ciclonico attorno al 9 novembre. In tal caso il maltempo potrebbe assumere caratteristiche più organizzate e diffuse. Si tratta però di una tendenza ancora molto incerta, che necessita di ulteriori conferme nei prossimi giorni e la cui attendibilità non può superare il 30%.

Al momento appare quindi più prudente concentrarsi sugli elementi maggiormente condivisi dai modelli: prima una parentesi stabile, mite e soleggiata fino alla fine di ottobre, poi l’avvio di novembre sotto l’influenza di correnti fredde orientali, con temperature in calo, qualche fenomeno sparso e un clima decisamente più consono alla stagione autunnale inoltrata.