11:17 23 Ottobre 2026

Piogge estreme: primato italiano di 948mm in 24 ore

Viaggio tra gli eventi estremi più tremendi dal 1970 ad oggi, quando in un giorno cade la pioggia di un anno.

alluvione italiana.

Nel bacino del Mediterraneo esistono aree dove l’atmosfera può spingersi ai propri limiti, scaricando in poche ore quantitativi d’acqua paragonabili a quelli che normalmente cadono nell’arco di un intero anno. È quanto avvenuto più volte negli ultimi decenni tra Liguria, Alta Toscana, Alpi orientali, Corsica e Spagna orientale, territori che custodiscono alcuni dei record pluviometrici più impressionanti d’Europa.

Il primato italiano assoluto resta legato alla storica alluvione di Genova del 7-8 ottobre 1970. Alla stazione di Bolzaneto furono misurati 948,4 mm di pioggia in 24 ore, mentre la vicina Valleregia raggiunse i 932,6 mm. Si tratta ancora oggi di valori eccezionali nel panorama europeo e mediterraneo, resi possibili dall’interazione tra correnti umide meridionali e l’immediato sbarramento dell’Appennino ligure.

Dopo oltre vent’anni, il 31 ottobre 1993, un altro episodio eccezionale interessò la Corsica meridionale. Nella stazione del Col de Bavella caddero circa 906 mm in 24 ore, uno dei più elevati accumuli giornalieri mai registrati nell’Europa occidentale. L’evento confermò come il settore compreso tra il Mar Ligure, il Tirreno settentrionale e la Corsica costituisca una delle zone più favorevoli alle precipitazioni estreme del continente.

Tra le grandi alluvioni italiane va ricordato anche il devastante episodio del novembre 1994 in Piemonte, quando piogge persistenti e molto abbondanti provocarono l’esondazione del Tanaro e di numerosi altri corsi d’acqua. In molte aree alpine e pedemontane piemontesi vennero superati i 300-400 mm in pochi giorni, dando origine a una delle più gravi catastrofi idrogeologiche del dopoguerra.

Tre anni più tardi, il 19 giugno 1996, l’Alta Toscana fu colpita da un’intensa struttura temporalesca quasi stazionaria. A Forno di Massa si registrarono circa 478 mm in 24 ore, mentre sulle Alpi Apuane diversi settori superarono i 400 mm. Frane, colate detritiche e allagamenti interessarono gran parte della provincia di Massa-Carrara, provocando vittime.

Tra gli eventi più significativi figura anche l’alluvione del Piemonte dell’ottobre 2000, provocata da un eccezionale richiamo sciroccale che investì tutto l’arco alpino occidentale. Diverse stazioni tra Ossola, Canavese, Biellese e Torinese superarono i 500 mm complessivi, con diffuse esondazioni lungo il Po e i suoi affluenti.

Le Alpi orientali entrarono invece negli archivi meteorologici il 29 agosto 2003, quando il Tarvisiano, in Friuli Venezia Giulia, fu interessato da precipitazioni eccezionali associate a violenti temporali. In alcune località dell’area di Tarvisio furono misurati valori superiori a 320 mm in meno di 24 ore, provocando frane, colate detritiche e piene improvvise.

Nella storia pluviometrica italiana merita inoltre una citazione speciale il violento temporale che colpì Milano il 24 agosto 1987. In appena sei ore caddero circa 236 mm di pioggia, un quantitativo straordinario per una grande città europea e ancora oggi considerato uno degli eventi temporaleschi più intensi mai osservati nell’area metropolitana milanese.

Poche settimane prima, tra il 18 e il 28 luglio 1987, la Valtellina era stata devastata da piogge persistenti che superarono localmente i 500 mm, culminando nella tragica frana della Val Pola e in una delle peggiori emergenze idrogeologiche della storia alpina italiana.

Negli anni Duemila è stata nuovamente la Liguria a imporsi nelle classifiche estreme. Il 25 ottobre 2011 lo Spezzino registrò i 538,2 mm di Brugnato, mentre il 4 ottobre 2021 una struttura temporalesca autorigenerante portò Rossiglione a ben 883,8 mm in 24 ore, con un incredibile accumulo di 740,6 mm in sole 12 ore. Nello stesso evento Montenotte Inferiore raggiunse 619,6 mm.

Infine, il 29 ottobre 2024, la provincia spagnola di Valencia è stata investita da una delle più gravi alluvioni della sua storia. La stazione di Turís-Mas de Calabarra ha misurato 771,8 mm in 24 ore, di cui oltre 620 mm nelle sole prime sei ore.

La classifica dei grandi diluvi mediterranei dal 1970 ad oggi continua dunque a vedere al comando Genova Bolzaneto (948,4 mm), seguita da Valleregia (932,6 mm), Col de Bavella (circa 906 mm), Rossiglione (883,8 mm) e Turís-Valencia (771,8 mm). Una graduatoria che racconta in modo inequivocabile come il Mediterraneo occidentale rappresenti uno degli hotspot mondiali delle precipitazioni estreme, dove l’incontro tra mare e montagne può trasformare una perturbazione in un evento storico.