12:02 22 Ottobre 2026

Corsica: 583mm a Solenzara, ma nel 93 ne caddero 1000 sulla regione (video)

Solenzara 2026: precipitazione da record, ma il diluvio del 1993 resta imbattuto nell’immaginario e nei cumulati estremi.

Alluvione a Solenzara

Il dato è impressionante: il 20 ottobre 2026 la stazione di Solenzara, sulla costa orientale della Corsica, ha registrato 538,5 mm di pioggia in appena sei ore, un valore che Météo-France ha definito senza precedenti per la Francia metropolitana e per l’isola nelle durate brevi.
Qui il video:

Eppure, osservando le immagini delle devastanti alluvioni della Toussaint del 31 ottobre 1993, molti appassionati e osservatori si pongono una domanda: siamo davvero di fronte all’evento più estremo mai vissuto dalla Corsica? Ecco il video, ugualmente impressionante:

La risposta richiede una distinzione fondamentale tra intensità di precipitazione e quantità complessiva di pioggia caduta durante un episodio.

L’evento del 2026 ha effettivamente stabilito nuovi record nazionali per le precipitazioni su intervalli molto brevi. A Solenzara sono stati misurati circa 196 mm in un’ora, 421 mm in tre ore e 538,5 mm in sei ore, valori mai osservati prima in Francia secondo gli organismi meteorologici francesi.

Tuttavia, quando si allarga lo sguardo all’intero episodio meteorologico e ai cumulati sulle aree montuose della Corsica, il confronto con il 1993 diventa molto più complesso.

Le alluvioni del 31 ottobre e 1° novembre 1993 rappresentano ancora oggi uno degli eventi pluviometrici più eccezionali mai documentati nel Mediterraneo occidentale. Secondo le ricostruzioni ufficiali, al Col de Bavella vennero misurati 906 mm in 48 ore, di cui circa 780-800 mm nella sola giornata del 31 ottobre.

La letteratura scientifica dedicata a quell’episodio parla addirittura di punte prossime ai 1.000 mm in 36 ore nelle zone più esposte ai rilievi corsi.

Anche Météo-France Corse, ricordando il trentennale della catastrofe, ha sottolineato come le quantità d’acqua cadute allora siano state “faramineuses”, aggiungendo che quei quantitativi, distribuiti su uno o due giorni e amplificati dall’effetto stau sui rilievi, “non sono stati eguagliati”.

Le immagini dell’epoca spiegano bene perché il 1993 sia rimasto impresso nella memoria collettiva: fiumi come il Cavu, l’Osu e la Solenzara uscirono dagli argini, ponti furono distrutti, centinaia di persone evacuate e almeno sei vittime furono attribuite alla tragedia.

In definitiva, non esiste una contraddizione tra i due eventi. Il 2026 detiene il record per l’intensità della pioggia su poche ore, mentre il 1993 continua a rappresentare uno dei più straordinari episodi per accumuli complessivi e impatto idrologico sull’isola.

Per questo motivo le spettacolari immagini delle alluvioni del 1993 continuano ancora oggi a evocare una catastrofe che, almeno sotto il profilo dei quantitativi complessivi caduti sulle montagne corse, resta un riferimento storico difficilmente superabile.