Possibile Freddo in arrivo dal Ponte di Ognissanti: i dettagli
Segnali d'autunno inoltrato dalle mappe a lungo termine: il freddo da est sarebbe in agguato.

Dopo una parentesi dominata dall’alta pressione, destinata a garantire tempo stabile su gran parte d’Italia tra lunedì 25 e domenica 31 ottobre, con temperature generalmente miti per il periodo, si scorgono i primi segnali di un possibile cambiamento della circolazione atmosferica sul bacino del Mediterraneo.
Dopo l’instabilità attesa nel week-end 24-25 ottobre, l’anticiclone tornerà infatti a proteggere gran parte del continente europeo centro-meridionale, favorendo condizioni prevalentemente soleggiate e valori termici spesso superiori alle medie stagionali, soprattutto in montagna e sulle regioni centro-meridionali. Le eccezioni saranno rappresentate dalle pianure e dalle vallate più chiuse del Nord, dove nebbie e nubi basse potranno mantenere un clima più freddo e umido durante le ore diurne, limitando il riscaldamento dell’aria.
Tuttavia, osservando le ultime elaborazioni modellistiche, emerge una possibile evoluzione interessante proprio sul bordo orientale della struttura anticiclonica. Tra la fine della prossima settimana e l’inizio di quella successiva (31 ottobre-1 novembre), una massa d’aria sensibilmente più fredda potrebbe scivolare dai Balcani verso l’Italia, approfittando di un temporaneo indebolimento del campo di alta pressione.
Si tratterebbe di un ingresso freddo ancora moderato, ma sufficiente a provocare un apprezzabile calo delle temperature, localmente anche di diversi gradi rispetto ai valori registrati nei giorni precedenti. L’aria più fredda in discesa da nord-est potrebbe inoltre favorire la formazione di annuvolamenti irregolari lungo il versante adriatico e sulle regioni settentrionali occidentali maggiormente esposte ai venti orientali.
Ecco lo schema barico proposto dal modello GFS per il 1° novembre su base grafica Meteociel:

In particolare, il fenomeno più interessante potrebbe manifestarsi sul Piemonte occidentale, dove l’interazione tra i flussi orientali e l’arco alpino darebbe luogo a condizioni favorevoli allo stau. In questi casi l’aria viene costretta a sollevarsi contro i rilievi, producendo addensamenti nuvolosi e precipitazioni. Qualche fenomeno potrebbe interessare anche il medio Adriatico, specie tra Marche e Abruzzo.
Le precipitazioni, laddove presenti, si presenterebbero generalmente deboli o moderate, ma sulle zone montuose la quota neve potrebbe scendere fino a circa 1200 metri, riportando un primo sapore invernale sulle cime appenniniche e alpine coinvolte dalla circolazione più fredda.
Eccole le precipitazioni segnalate dal modello ECMWF per il 2 novembre su base grafica Meteologix:

Si tratterebbe soprattutto di un segnale dinamico importante, perché potrebbe rappresentare il primo vero tentativo di smantellamento di un anticiclone piuttosto coriaceo.
Contemporaneamente, infatti, sul settore occidentale del Mediterraneo si osserva la tendenza alla formazione di aree depressionarie tra le Baleari, il Canale di Sardegna e il comparto prossimo alle Isole Maggiori. Anche sullo Ionio non si esclude la nascita di minimi di pressione secondari capaci di attivare condizioni di moderato maltempo.
L’eventuale consolidamento di queste figure depressionarie costituirebbe un ulteriore indizio del graduale indebolimento della struttura anticiclonica, aprendo la strada ad una fase più dinamica e movimentata nel cuore dell’autunno mediterraneo. Al momento si tratta solo di una tendenza da confermare, ma i primi scricchiolii dell’alta pressione sembrano ormai comparire all’orizzonte.
La media degli scenari segnala il graduale smantellamento dell’anticiclone ma non “legge” ancora bene questa dinamica balcanica del rientro freddo da est.
Pertanto l’attendibilità della previsione al momento non può superare il 40%.
