Forti piogge autunnali 7-8 ottobre: le aree colpite
In settimana è attesa la prima ondata di piogge autunnali. Non tutte le regioni italiane verranno colpite.

Finalmente c’è odore di pioggia sul nostro Paese, quelle piogge che, pur riassunte in un episodio di 24 ore o poco più a causa della velocità con cui si muoverà la saccatura, possono determinare accumuli rilevanti, anche grazie al mare ancora molto caldo per il periodo.
Si tratterà peraltro di una saccatura che predisporrà correnti da SW, quindi di Libeccio e non spiccatamente da sud o da sud-est e questo comporterà quasi certamente una disposizione dei fenomeni molto delineata, cioè andrà a piovere ancora una volta “sul bagnato“, cioè su aree già recentemente visitate a settembre da piogge importanti, lasciandone ancora a secco altre che avrebbero urgentissimo bisogno di precipitazioni.
Andiamo però con ordine: l’instabilità comincerà a manifestarsi già tra il 5 e il 6 ottobre lungo il Mar Tirreno, con temporali che inizialmente sembrerebbero destinati al mare aperto e che solo dal pomeriggio del 6 ottobre e sino a mercoledì 7 cominceranno ad aggredire anche la linea di costa tra Sardegna e Lazio, come vediamo in questa mappa prevista dal modello ECMWF nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, su base grafica Meteologix:

Saranno i prodromi di un peggioramento più generale previsto tra la serata di mercoledì 7 e quella di giovedì 8 ottobre e che dovrebbe coinvolgere (secondo la stragrande maggioranza dei modelli) soprattutto il Levante Ligure, la Toscana, l’Emilia orientale, la Romagna, l’Umbria occidentale, le coste venete e il Friuli Venezia Giulia, specie la costa giuliana, come del resto già avvenuto a settembre.
Guardiamo un raffronto tra un modello come UKMO, che descrive con una scala di colori quanto esposto:

Ecco la differenza con ICON sempre per lo stesso intervallo temporale e sempre su base grafica Meteologix, che invece opta per una distribuzione dei fenomeni più estesa sul settentrione (tranne ovest Piemonte e Ponente Ligure) ma che lascerebbe sottovento est Emilia e Romagna, causa una disposizione delle correnti leggermente diversa:

Affinché il coinvolgimento diventi generale sarebbe necessario che si scavasse anche un importante minimo di pressione al suolo e che la saccatura isolasse una goccia fredda in quota sull’Italia, cosa al momento non prevista (ma che potrebbe ad esempio realizzarsi a metà mese secondo le ultime proiezioni).
Invece con una saccatura “mordi e fuggi” del genere, che l’anticiclone potrebbe spingere via subito verso est, al momento le regioni più facilmente colpite paiono quelle esposte al flusso del Libeccio, cioè nord-est e parte della Lombardia, Liguria di Levante, ovest Sardegna, regioni centrali tirreniche, mentre rimarrebbero a secco o quasi le centrali adriatiche e parte del meridione.
In queste situazioni tra Spezzino, alta Toscana, litorale romano e Pontino, oltre che sul Triestino, possono scatenarsi temporali marittimi di notevole intensità, con accumuli di piogge di 200mm in poche ore, diretti verso l’immediato entroterra e le vallate appenniniche.
Nucleo Previsionale ad Alta Affidabilità
Il nucleo della previsione a più alta affidabilità probabilistica è rappresentato dal maltempo sul settore tirrenico centrale e meridionale (in particolare tra Lazio e Campania), abbinato alla stabilità relativa e all’assenza di fenomeni di rilievo sui settori adriatici meridionali, ionici e sulla Sicilia. L’esatta collocazione dei picchi pluviometrici più severi al Nord (distribuzione tra Liguria/Toscana e Nord-Est/Slovenia) presenta invece un margine di incertezza ancora elevato legato al posizionamento dell’asse d’onda nei singoli modelli.
Sarà dunque una situazione delicata, pur con questa distribuzione dei fenomeni così irregolare, che andrà attentamente monitorata.
