00:00 9 Giugno 2004

Venezia come Atlantide? Il suo vero problema erano gli stabilimenti di Marghera…

Quando si perde il senso della misura per troppa superficialità.

Venezia come Atlantide? Il suo vero problema erano gli stabilimenti di Marghera…

Caldo, caldo, caldo: ghiacciai che si sciolgono, oceani che si sollevano, città marinare che spariscono, Venezia inghiottita dalle acque…

Scenari apocalittici sui quali spesso insistono i media per fare audience. Del resto come si può controbattere di fronte al costante rialzo del termometro ufficiale che misura la febbre del Pianeta?

Un esempio per tutti in Italia: Venezia. Nelle scuole si fanno questi esempi: “bambini, negli anni 30 l’acqua ha superato la barriera dei 110 cm 8 volte.

Negli ultimi tredici anni, dice il maestro, i 110 centimetri sono stati superati per 45 volte. E tutto marcisce, la gente va in giro con gli stivali di gomma…”

Ooohh! Stupore e meraviglia dei bambini che vanno a casa dalla mamma a dire: guarda che il maestro ha detto che presto Venezia verrà sommersa.

E come dar torto? E come si fa a dire: non è vero! Nel 1966 l’acqua arrivò a 194 cm, nel 2002 a 147. Che ti par poco? Bisogna far qualcosa.

Dall’88 si è cominciato a parlare del progetto Mose, il cosiddetto modulo sperimentale elettromeccanico che altro che non sono che dighe mobili.

Finalmente nel 2003 cominciano i lavori ma…ecco spuntare gli ambientalisti, ai quali proprio il cemento delle paratie non piace: “Venezia si sta risollevando da sola- dicono-non sprofonda più. Le dighe non servono…”

E’ vero?
Si, è vero, lo sprofondamento, (la subsidenza) non solo si è nettamente attenuato ma c’è stata un’inversione di tendenza.
Gli stabilimenti di Marghera hanno smesso di prelevare l’acqua dal sottosuolo: così gradualmente il terreno è risalito.

C’era bisogno della polemica sul Mose per constatarlo? Mah…

Il problema del riscaldamento globale c’è ma additare Venezia come prova lampante non era e non è del tutto corretto; ci potranno essere nuove inondazioni ma sicuramente il momento dell’inabissamento della città è ancora lontano.

E’ bastato chiudere Marghera e il problema si è ridimensionato; questo non vuol dire fare “spallucce” all’effetto serra ma dare credibilità e obiettività alla situazione, così come a Milano l’acqua della falda invade ospedali e metropolitane perchè molte fabbriche cittadine sono state chiuse.
Autore : Redazione