Svolta METEO: il MALTEMPO corre sul filo dell’anticiclone, il NORD rischia!
Il modello americano sotto traccia tiene ancora in considerazione la possibilità di un maggiore coinvolgimento del settentrione, l'area che in questo momento avrebbe maggiormente bisogno di precipitazioni.


Il rischio di un fallimento (almeno parziale) del disegno perturbato che avrebbe dovuto coinvolgere anche il settentrione è concreto. Tutti i modelli segnalano qualche fenomeno anche al nord, questo è vero, ma il grosso dovrebbe riguardare soprattutto il centro e parte del meridione.
E’ confortante vedere nelle mappe che le regioni centrali, specie quelle tirreniche, le più assetate nell’area, potrebbero accumulare millimetri di pioggia importanti e anche generose nevicate in Appennino, ma da qualche emissione, il nord appare ancora una volta ai margini, sempre con l’alta pressione che, pur da un quartiere generale relativamente lontano, qual è il Regno Unito, riuscirebbe comunque ad inibire con una zampata i fenomeni su questo settore del Paese, mantenendo basso il minimo depressionario in arrivo dall’Iberia.
Ci sono però anche mappe confortanti proposte dal modello americano, che fanno pensare che la situazione sia ancora in divenire e che non tutto sia stato deciso. Eccone alcune, che ci mostrano il vortice depressionario molto più a nord di quanto non mostrino le mappe ufficiali, l’analisi è riferita a domenica 26 febbraio, il momento culminante della fase perturbata:




Il vero dilemma resta l’interazione con l’aria fredda in discesa dal nord-est europeo lungo il bordo meridionale dell’anticiclone: il rischio è che al nord intervenga solo del freddo secco, senza che si possa originare un fronte occluso stazionario dispensatore di neve sul catino padano.
Se questo non avvenisse (così sembra più probabile) tutta la neve andrebbe a cadere tra domenica sera e lunedì 27 febbraio a quote progressivamente più basse tra Marche, Abruzzo, Lazio interno, Umbria, Campania interna e Molise, perchè l’aria fredda interagirebbe con l’aria umida proprio su quelle zone, con il minimo che si limiterebbe ad abbracciare l’Italia centrale.
Eccola comunque l’aria fredda in sfondamento a 1500m prevista per le 19 di domenica 26 febbraio:

Autore : Alessio Grosso
