Perché così tanta sabbia?
Fine settimana “ rosso” per molte regioni d’Italia. Rossa addirittura anche la neve. Cerchiamo di dare una spiegazione al fenomeno avvenuto.
“Piogge di sangue”. Così erano chiamate anticamente le precipitazioni che al loro interno contenevano la sabbia del deserto. Questi fenomeni erano considerati di cattivo auspicio e stavano a significare l’ira degli Dei; l’anno sarebbe stato difficile e ricco di malasorte.
Oggi esiste una spiegazione scientifica a tutto ciò, ricavabile dall’andamento delle correnti aeree nella media troposfera.
Quello che è successo nella giornata di sabato 21 febbraio non è un caso isolato. Molte altre volte i nostri cieli si sono colorati di rosso, basti pensare al novembre del 2002.
Quello che ha destato più scalpore è stato sicuramente il fenomeno della neve colorata. Il cuscino freddo sulla Pianura Padana ha resistito egregiamente agli attacchi dello Scirocco ed ha consentito nevicate anche in pianura nonostante l’aria fosse piena di sabbia.
Come mai tanta sabbia sull’Italia? La responsabile è stata sicuramente una profonda depressione posizionata tra la Penisola Iberica e il sud della Francia.
L’aria fredda nord atlantica, che la alimentava la struttura perturbata, si è gettata addirittura nell’entroterra marocchino.
Questo, come una sorta di “gioco di sponda”, ha attivato intense correnti da S-SW in quota e da SE al suolo che hanno determinato intense tempeste di sabbia sul Sahara Algerino.
La sabbia sollevata forzatamente da terra è stata catturata dalle correnti da S-SW in quota e trasportata verso di noi.
Dato che i venti alle quote superiori erano assai intensi, il tutto è giunto velocemente verso le nostre regioni, tingendo di rosso i nostri cieli.
Le precipitazioni che si sono attivate non hanno fatto altro che “pulire” la colonna d’aria che attraversavano, giungendo a terra con una percentuale di sabbia notevole.
Questi fenomeni, in genere, hanno durata limitata e si presentano soprattutto nella fase prefrontale. Con il transito del fronte vero e proprio le precipitazioni tornano “pulite”.
Autore : Paolo Bonino