Il METEO: l’Italia tra la minaccia del super anticiclone e le irruzioni fredde di origine artica
Il solito anticiclone "monstre", fedele compagno dell'inverno italiano, insidiato da masse d'aria fredda in arrivo dall'Artico.


ANTICICLONE MOSTRO
Alla fine non ha resistito ed è comparso. E’ lui, il solito anticiclone "monstre" che cancella gli inverni, accompagnandoli alla loro fine naturale senza che su gran parte d’Europa e sull’Italia non sia successo un bel nulla, anzi aggravando situazioni siccitose, che è pur vero che sul nostro Paese ci sono sempre state, ma che ogni volta che si presentano fanno sempre più paura, specie al nord.
INSIDIE
Eppure le insidie al suo dominio non mancano affatto e risultano più baldanzose del solito, con il sud, come fosse il tallone d’Achille, sempre molto esposto alle scorribande dell’aria gelida di origine artica. Succederà venerdì 3 febbraio, come vediamo dalla mappa qui sotto con un primo impulso carico di freddo moderato e di qualche rovescio di neve a quote collinari in Appennino:

POI NUOVO TEMPORANEO DOMINIO dell’ANTICICLONE
L’anticiclone potrebbe tornare ad espandersi verso est dal 4 al 6, per così breve tempo, perchè ecco tra Finlandia e Russia prepararsi un’altra irruzione fredda, questa volta anche molto più cospicua, che avrebbe l’obiettivo di colpire anche il medio Adriatico, siamo a martedì 7 febbraio:

Le CONSEGUENZE di una simile irruzione, la cui attendibilità è al momento media (40%), potrebbe aprire scenari freddi anche più importanti, come vediamo in uno degli schemi proposti dal modello americano, che sposano in maniera più netta il dilagare della colata gelida, tra l’8 e il 9 febbraio:

RIFLESSIONE
Questo però sottenderebbe una pulsione ben più netta dell’anticiclone verso nord, al momento scarsamente attendibile e una frenata della corrente a getto da ovest, cioè dei venti occidentali in alta quota, analogamente poco attendibile. Dunque un’evoluzione fredda per tutti al momento è da considerare ipotesi estrema, ma per il SUD e l’ADRIATICO assolutamente no!
E infatti le carte "spaghetti" relative alla città di Bari, evidenziano proprio come in quasi tutti gli scenari del modello americano, vengano lette temperature ben al di sotto delle medie del periodo a 1500m praticamente per tutta la prima decade di febbraio, un risultato sorprendente:

E allora il nord, le Alpi, il Tirreno, loro quando vedranno un po’ di pioggia o di neve?
Al momento bisogna andare oltre la prima decade di febbraio per vedere un tentativo dell’Atlantico di farsi strada tra le grinfie dell’alta pressione con risultati poco convincenti e dunque con scarsa probabilità di determinare precipitazioni, come si nota qui sotto:

RIASSUMENDO:
-venerdì 3 febbraio prima moderata irruzione fredda al sud con risvolti anche nevosi, sia pure poco rilevanti in Appennino a quote basse (attendibilità media: 55-60%)
-martedì 7 febbraio: nuova possibile irruzione fredda da nord-est ma con effetti più evidenti su medio Adriatico e meridione con possibili nevicate a quote molto basse in Appennino, non esclusi rovesci di neve sino in pianura o costa in Adriatico. (attendibilità media: 40%)
-per tutta la prima decade di febbraio: molto probabile 70-75%, assenza di precipitazioni rilevanti al nord e sull’alto e medio Tirreno.
Autore : Alessio Grosso
