00:00 10 Gennaio 2023

Giovedì 12: velocissima perturbazione su alcune regioni, altre piogge e fiocchi di neve

Giovedì 12: velocissima perturbazione su alcune regioni, altre piogge e fiocchi di neve

L’inverno è finalmente tornato su diverse nostre regioni, principalmente quelle del sud e del medio-basso Adriatico. I fiocchi di neve hanno raggiunto i 600-700 metri su Abruzzo e Molise, sull’Appennino meridionale nevicate oltre i 900-1000 metri. Vento, freddo e pioggia a quote più basse. Tutto merito di una rapida perturbazione nord atlantica che sta richiamando correnti piuttosto fredde balcaniche.

La perturbazione, tuttavia, sarà molto rapida e già stasera abbandonerà quasi del tutto lo Stivale. Domani splenderà il Sole su gran parte d’Italia, sebbene resteranno residue raffiche di maestrale al sud e sul basso Adriatico. 
Ma come già affermammo nei giorni scorsi si tratterà solo di una piccola pausa in attesa di un’altra piccola perturbazione.

A differenza dell’attuale perturbazione avremo a che fare con un peggioramento molto più rapido e di poco conto, che riuscirà a coinvolgere solo alcune nostre regioni.
In gergo tecnico possiamo classificarlo come un "cavo d’onda", ovvero una piccola protuberanza di depressioni molto più vaste che scorrono a latitudini più settentrionali.

Questo cavo d’onda attraverserà principalmente il lato adriatico e il sud nel corso di giovedì 12 gennaio: la maggior vorticità in quota la troveremo sul mar Tirreno, esattamente nel punto in cui l’aria diverrà più turbolenta e vorticosa, in grado di generare maggior instabilità. 
Difatti le piogge più significative, anche a carattere di rovescio, si manifesteranno sulla Calabria tirrenica. Piogge più deboli o al più moderate sulla Sicilia settentrionale, deboli e molto disorganizzate su Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo.

Al transito di questo nucleo più freddo ci aspettiamo un calo della quota neve fino a 1000 metri sull’Appennino centrale e fino a 1200-1300 metri su quello meridionale. Ovviamente parliamo di nevicate generalmente deboli, ad eccezione dell’Appennino calabrese dove potremo registrare diversi centimetri di neve in alta quota.

Autore : Raffaele Laricchia