09:02 31 Ottobre 2024

Meteo: i media trasformano una comune “GOCCIA FREDDA” in un alieno

Il disastro in Spagna va spiegato, altrimenti qualcuno penserà che la "dana" sia una sorta di maleficio scaturito da chissà quali forze nascoste della natura, è invece un semplice acronimo di un fenomeno ben conosciuto dagli addetti ai lavori, di semplice spiegazione.

Meteo: i media trasformano una comune “GOCCIA FREDDA” in un alieno

Gocce fredde in quota. Il termine è semplice, didattico, conosciuto da sempre persino dagli studenti americani delle scuole medie che, a differenza nostra, la meteorologia la studiano, per non trovarsi a 40 anni, diventati giornalisti a dover commentare eventi come quelli spagnoli trasformando un vortice freddo in quota in una sorta di alieno malefico che distrugge territori con la sua onda di morte.

Di gocce fredde in quota, cioè di piccoli vortici colmi di aria fredda che si staccano dalla circolazione generale, si isolano nel Mediterraneo e determinano fenomeni di forte intensità, se ne vedono molte ogni anno. E’ un fenomeno molto comune sulle nostre regioni meridionali, anzi spesso proprio grazie a questi vortici vengono colmate situazioni siccitose.

Il problema è che il mare più caldo del normale mette a disposizione una maggiore quantità di energia in gioco e i temporali che si rigenerano sullo stesso luogo per ore, favoriti anche dal blocco operato da un anticiclone ad est della zona perturbata che ne impediscono un transito più rapido, diventano così devastanti. Se poi incontrano terreni duri per la siccità, dove lo scorrimento dell’acqua prevale sull’assorbimento, il gioco è fatto.

Ecco la posizione della goccia fredda prevista per venerdì 1° novembre, vedete il suo isolamento a ridosso del Portogallo in un “mare” di alta pressione tutto intorno, che ne impedisce lo spostamento verso levante:

La Spagna sta vivendo una tragedia paragonabile a quella vissuta nel 1982, quindi gli eventi estremi ci sono sempre stati. Chiaro che in un clima che cambia e in un Mediterraneo che si scalda (e questo è innegabile), potrebbero diventare ancora più estremi, forse anche più frequenti, ma qui il tempo di ritorno di un simile evento è stato di 42 anni, non poco.


Se gli eventi estremi esistevano anche in passato è perché, a differenza di oggi affluiva più aria fredda, che compensava il fatto che il mare fosse più freddo di oggi. Oggi ne affluisce meno ma con un mare spesso “bollente” e le conseguenze sono le stesse.

Gli eventi estremi sarebbero assenti solo se non vi fossero contrasti termici, cosa impossibile, dunque in una fase di global warming conclamata come questa, o di global colding qualora avvenisse, gli eventi estremi non cesserebbero di manifestarsi.
La cosa che infastidisce è sentirsi raccontare che la “dana”, così come gli spagnoli definiscono con un acronimo una goccia fredda in quota, sia un evento rarissimo, scatenato da chissà quali cause. Non è affatto così: questa tipologia di evento è parte integrante dei normali cicli meteorologici.