L’Atlantico e l'”Atlantismo”: una questione ancora aperta
Meterologia e schieramenti.

Quando questo argomento arriva sul tavolo ovale del forum di discussioni meteo di Meteo Italia, e ci arriva spesso come vedete, il mio pensiero è che, erroneamente, si tenda ad affrontare l’argomento da un punto di vista ideologico, quasi come se fosse una complessa questione politica.
Recentemente ne abbiamo viste di tutti i colori; frasi tipo “Odio l’atlantico” oppure “Atlantique mon amour” per non andare a riprendere frasi ancor più colorite.
Quando leggo e scrivo queste frasi mi vengono subito alla mente i libri di storia studiati al liceo dove ogni tanto trovavo qualche capitoletto con graziosi titoli del tipo : “La questione meridionale” oppure “La questione di Roma capitale” e altre amenità di tale genere. Ora siamo di fronte a questa nuova: “La questione Atlantica”.
Questo avviene perché la gente (e probabilmente anch’io) di fronte all’argomento ha la tendenza a schierarsi pro o contro dal momento che ha in testa un idea di un fenomeno che ritiene o totalmente positivo o totalmente negativo. Si creano così due partiti (oserei dire) “politici”, due schieramenti contrapposti che si attaccano vicendevolmente e senza esclusione di colpi.
Ma molto spesso ciò avviene senza aver prima ben analizzato se il fenomeno sottostante, sia stato inteso in modo univoco. Così ci troviamo ogni tanto a dover fare delle specificazioni e delle precisazioni perché anche il nostro bel fenomeno dell’atlantismo è un fenomeno complesso, mutevole e difficile e per il quale sicuramente non troviamo ancora alcuna definizione scentifica nemmeno nei libri di meteorologia.
Cominciamo con il dire che l’Atlantico è un mare e che il mare è composto d’acqua e che senza l’acqua non esiste ciclo meteorologico. Fin qui allora, in questo largo concetto, siamo tutti, credo, atlantisti!
Ma se scendiamo un tantino più nello specifico, per tempo atlantico si intende mediamente da parte degli esperti, un flusso di correnti che procede da ovest a est e investe il continente europeo proveniendo dall’atlantico e che, normalmente, viste le zone umide in cui si genera, è apportatore di umidità e precipitazioni.
Ma anche all’interno di tale definizione si possono distinguere molti tipi di tempo con conseguenze molto diverse sul nostro paese; senza scendere in una lunga elencazione di possibilità basti dire la differenza che c’è tra una depressione fredda che scenda dall’Inghilterra via valle del Rodano con annessa Genova Low rispetto a una perturbazione che scorre sul bordo settentrionale di un brutto anticiclone subtropicale con isobare quasi piatte.
A complicare le cose ci si mette poi la geografia e l’orografia del nostro bel paese così lungo e stretto e così montuoso nelle sue dorsali a T. Questo fa si che il tempo che arriva dall’atlantico (anzi per ogni tipo di atlantico) ha conseguenze
assai diverse nelle varie regioni. Un esempio su tutte l’odiato garbino che alcuni tipi di perturbazioni atlantiche generano sulle regioni adriatiche.
Beh! Si potrebbe scrivere per ore dell’argomento senza però mai conciliare tutte le posizioni e le varie necessità.
Io da parte mia dico solo questo: il mio “Atlantismo” a volte c’è ma è solo temporaneo, dettato soprattutto dalla sua prolungata assenza che genera siccità e problemi su molte zone italiane così come sono stato profondamente antiatlantico nell’ottobre 2000 quando quel tipo di Atlantico ha portato alluvioni e danni incalcolabili sul Piemonte e la Valle d’Aosta.
Con il tempo atlantico è sicuramente più facile (anche se non certo, come stiamo vedendo oggi sotto l’influsso di un tipo di tempo atlantico sterile) che avvengano delle precipitazioni. Per il resto penso che le varie figure meterologiche che conosciamo, e che fortunatamente sono infinite, dovrebbero alternarsi il più possibile nel tempo. E’ proprio da questo mix di situazioni meterologiche (che contemplano anche naturalmente il tempo atlantico) che è scaturito il clima e la natura che caratterizzano la nostra ITALIA, un clima e una natura che tutto il mondo ci invidia, uno dei più equilibrati del pianeta.
D’altronde, avete mai provato a immaginare come sarebbe l’aspetto della nostra bella nazione se al posto dell’Atlantico ci fosse una fossa vuota profonda 5000 metri e larga 5000 km?
Autore : Andrea Lionetti (snowman nel forum)
