Venezia come Atlantide? Il suo vero problema erano gli stabilimenti di Marghera…
Quando si perde il senso della misura per troppa superficialità.
Caldo, caldo, caldo: ghiacciai che si sciolgono, oceani che si sollevano, città marinare che spariscono, Venezia inghiottita dalle acque…
Scenari apocalittici sui quali spesso insistono i media per fare audience. Del resto come si può controbattere di fronte al costante rialzo del termometro ufficiale che misura la febbre del Pianeta?
Un esempio per tutti in Italia: Venezia. Nelle scuole si fanno questi esempi: “bambini, negli anni 30 l’acqua ha superato la barriera dei 110 cm 8 volte.
Negli ultimi tredici anni, dice il maestro, i 110 centimetri sono stati superati per 45 volte. E tutto marcisce, la gente va in giro con gli stivali di gomma…”
Ooohh! Stupore e meraviglia dei bambini che vanno a casa dalla mamma a dire: guarda che il maestro ha detto che presto Venezia verrà sommersa.
E come dar torto? E come si fa a dire: non è vero! Nel 1966 l’acqua arrivò a 194 cm, nel 2002 a 147. Che ti par poco? Bisogna far qualcosa.
Dall’88 si è cominciato a parlare del progetto Mose, il cosiddetto modulo sperimentale elettromeccanico che altro che non sono che dighe mobili.
Finalmente nel 2003 cominciano i lavori ma…ecco spuntare gli ambientalisti, ai quali proprio il cemento delle paratie non piace: “Venezia si sta risollevando da sola- dicono-non sprofonda più. Le dighe non servono…”
E’ vero?
Si, è vero, lo sprofondamento, (la subsidenza) non solo si è nettamente attenuato ma c’è stata un’inversione di tendenza.
Gli stabilimenti di Marghera hanno smesso di prelevare l’acqua dal sottosuolo: così gradualmente il terreno è risalito.
C’era bisogno della polemica sul Mose per constatarlo? Mah…
Il problema del riscaldamento globale c’è ma additare Venezia come prova lampante non era e non è del tutto corretto; ci potranno essere nuove inondazioni ma sicuramente il momento dell’inabissamento della città è ancora lontano.
E’ bastato chiudere Marghera e il problema si è ridimensionato; questo non vuol dire fare “spallucce” all’effetto serra ma dare credibilità e obiettività alla situazione, così come a Milano l’acqua della falda invade ospedali e metropolitane perchè molte fabbriche cittadine sono state chiuse.
Autore : Redazione