Altra pesante pausa dell’inverno, ruggiti freddi dopo il 20 febbraio?

L’inverno si sta concedendo un’altra pausa, l’ennesima di questo insolita stagione in linea con le precedenti. Dopo l’ondata di freddo artico-continentale dei giorni scorsi ora tocca all’anticiclone rendersi protagonista per una durata eccessiva, praticamente per quasi sette giorni!
L’anticiclone sarà presente su tutta l’Europa centro-meridionale e sarà più che sufficiente per spazzar via il freddo vero da buona parte del Vecchio Continente e a rimpiazzarlo con temperature più alte della norma. Le anomalie più pesanti riguarderanno Germania, Francia, Austria, Svizzera e nord Italia: come già visto in questo articolo si prospettano temperature di parecchi gradi oltre le medie del periodo, che andranno ad aggravare ulteriormente una crisi idrica già pesante.

Ma quanto durerà questa ennesima fase anticiclonica? Dalle ultime emissioni dei centri di calcolo è sempre più probabile che l’anticiclone possa invadere il Mediterraneo fino a sabato 18 febbraio, regalando giornate stabili, soleggiate e raramente nebbiose.
Per ricercare un nuovo cambio di passo dobbiamo spingerci ad oltre 7-8 giorni di distanza ed entrare nella terza decade di febbraio, l’ultima dell’inverno meteorologico. Come si evince dalla media degli scenari di GFS aumentano le possibilità (ad ora comunque non superiori al 20-30%) di un arretramento dell’anticiclone verso l’Atlantico che lascerebbe l’Italia senza protezioni. In tal caso ne approfitterebbero le correnti fredde nord europee che potrebbero regalare qualche veloce peggioramento sullo Stivale.

Ad ora non si intravedono concrete grandi manovre in grado di portare ondate di freddo di un certo rilievo con neve a bassa quota, ma non possiamo nemmeno escludere questa possibilità. Perché? L’alta pressione arretrerà in Atlantico e nel frattempo il vortice polare dovrebbe subire una nuova flessione che favorirebbe, dopo il 23-24 febbraio, nuove pulsazioni azzorriane verso le latitudini sub-polari: in tal caso masse d’aria gelide di origine artica potrebbero raggiungere con più facilità il nord e l’est Europa, per poi raggiungere in un secondo momento il Mediterraneo. Insomma come scenario di fine febbraio non è del tutto inverosimile, considerando che statisticamente il vortice polare tende a indebolirsi fisiologicamente nell’ultima parte dell’inverno.

Nei prossimi giorni capiremo con più certezza se queste dinamiche a macro-scala tra l’Atlantico e l’Europa andranno in porto e se davvero l’Italia potrà vivere una nuova fase fredda.
Autore : Raffaele Laricchia