COLPO di CODA INVERNALE: dove e quando colpirà sull’Italia?
Quadro barico e termico ancora confuso.

Mancano circa 72 ore all’ingresso dell’aria fredda sul comparto centrale europeo.
Una retrogressione importante per il periodo ma con risvolti per l’Italia ancora tutti da capire e dettagliare meglio, poiché una grande incertezza sui risvolti barici e termici che potranno esserci.
I due principali modelli infatti vedono entrambi una depressione scavarsi nel Mediterraneo già da domenica ed insistere almeno sino a mercoledì 21 marzo, ma il modello americano diverge sensibilmente da quello europeo, sia per la dinamica prevista, sia per i risvolti termici e precipitativi.
Il modello europeo vede l’aria fredda raggiungere l’Italia tra domenica 18 e martedì
20 in modo abbastanza deciso, sia pure moderato, con doppio ingresso dal Rodano e anche dalla porta della Bora e in genere dai Balcani con conseguenze precipitative votate all’instabilità soprattutto al centro e poi al sud.
Secondo il modello europeo la NEVE arriverebbe a quote molto basse su tutto l’Appennino centrale con fiocchi sino al piano possibili anche sulle zone pianeggianti tra lunedì sera 19 e martedì 20 marzo, in trasferimento a quote collinari nelle ore successive al sud. Al nord le nevicate riguarderebbero solo le Alpi tra sabato e domenica (termiche ancora alte in pianura) e le
temperature si abbasserebbero solo successivamente, quando ormai però l’aria sarebbe troppo secca per favorire precipitazioni nevose di rilievo.
Secondo il modello americano invece l’aria fredda entrerebbe domenica al nord in maniera sufficientemente incisiva da favorire già qualche debole nevicata sino in pianura, mentre per lunedì il freddo vero rientrerebbe dalla Sardegna, che sperimenterebbe temporali nevosi, per poi sfondare attenuato anche sul resto del territorio (ma con termiche che verranno facilmente ridimensionate sia a causa della distanza temporale che dal passaggio su un mare più tiepido, che dalla stagione ormai avanzata) ma che comunque sarebbero sufficienti per portare NEVE in Appennino e poi a quote basse al nord-ovest, ma difficilmente ancora in pianura.
E’ una differenza che chiaramente mette in crisi i previsori: perché chi segue un modello senza attendere un maggiore allineamento, rischia di dover rifare completamente la previsione.
L’irruzione fredda, lo sottolineiamo ancora una volta, sarà comunque nel complesso moderata, sulla falsariga di quanto osservato anche in passato durante questo periodo. Vista così nulla di eccezionale.
Autore : Alessio Grosso
