Ultimissime modello inglese: inizio di giugno capriccioso
Breve aggiornamento serale sull'emissione del modello inglese.

L’emissione serale del modello inglese propone ancora una situazione di moderata instabilità sull’Italia, soprattutto sui versanti adriatici del Paese e sulle zone interne del centro-sud, a causa dell’insistenza di una corrente fresca ed instabile dai quadranti settentrionali, che ci impegnerà ad intermittenza sino a lunedì 2 giugno.
Domenica 1° giugno però un cuneo anticiclonico riuscirà a proteggere almeno in parte la Penisola dall’aria instabile, mentre per lunedì 2 un ulteriore afflusso di aria fresca da nord rinnoverà l’instabilità cercando di scavare un’insidiosa depressione sulla Libia.
La depressione però, contrariamente a quanto ci veniva indicato nelle precedenti emissioni, stavolta per martedì 3 giugno si muoverà in direzione della Grecia e sarà lì che provocherà maltempo, mentre sul nostro Paese proverà nuovamente ad affacciarsi un cuneo anticiclonico di matrice azzorriana con garanzia di schiarite.
Attenzione però a nuove insidie atlantiche già per mercoledì 4 giugno.
Infatti per giovedì 5 giugno il modello conferma i suoi fortissimi dubbi sulla tenuta dell’anticiclone che infatti viene subito umiliato dall’inserimento di una nuova stretta saccatura con annesso minimo secondario sul nord-ovest e maltempo temporalesco su gran parte del centro-nord.
Sembrerebbe la dimostrazione che tutte le proiezioni e le analisi sul mese di giugno non sono state tempo
perso, perchè avvalorano l’ipotesi di un debutto del mese alquanto instabile, sulla falsariga del maggio.
Ecco qui a fianco la dimostrazione della severità dell’affondo con nuova discesa delle temperature in vista.
Attendibilità? Certamente rispetto al modello americano il centro di calcolo di Reading si mostra ancora più pessimista e diretto.
Fortunatamente per venerdì 6 giugno tenta di rimediare con il parziale riscatto di un cuneo anticiclonico africano, ma anche questo ha tutta l’aria di un fuoco di paglia e quasi un "omaggio" al credo del modello americano, che vede l’alternanza fra Africa e Atlantico quasi come un’ossessione.
Autore : Alessio Grosso
