La “sfera” non vede bianco…
...ma nero per le Alpi. In arrivo per Capodanno una transitoria ed interlocutoria fase anticiclonica.
A lungo ci siamo interrogati in redazione questo pomeriggio sull’opportunità di mandare on-line questa rubrica in una giornata così convulsa e contraddittoria con interpolazioni disomogenee e linee di tendenza facilmente controvertibili nell’arco di 24 ore.
La valenza di questa rubrica alla luce di una tale difformità previsionale non può essere che scarsa.
MeteoLive non si è mai tirato indietro nei momenti più importanti, rischiando anche di “perdere la partita” con le nevicate e le ondate di freddo ma oggi è davvero difficile parlare con chiarezza ai nostri stimati lettori.
Ci proveremo comunque:
innanzitutto partiamo dal presente. Dal satellite si nota un nuovo corpo nuvoloso caldo che sta assumendo una traiettoria sempre più occcidentale e, nonostante riesca a lambire le Alpi con i suoi cirri, sospinti verso sud dalle correnti nord-occidentali che seguono il nucleo freddo che sta attraversando le nostre regioni adriatiche, la sua influenza sul nostro Paese risulterà scarsa.
Notate infatti il vettore rosso che abbiamo posto dietro il sistema che pone l’attenzione sull’aria mite in arrivo da ovest sul Continente.
La parentesi fredda insomma si sta chiudendo, almeno per ora.
Sembra proprio una beffa ben congegnata per le Alpi quella che si sta preparando per il fine settimana. Dopo aver coinvolto mezza Europa e l’Italia centro-meridionale, le nevicate si accaniranno sull’alta Savoia francese e sul Vallese in Svizzera, lasciando alle nostre regioni alpine solo gli “avanzi di magazzino”.
La rotazione ad ovest delle correnti in quota infatti favorirà l’accumulo di umidità sui versanti alpini francesi: a Mègeve, Morzine, La Clusaz, Chamonix, Briancon e in molte località svizzere come Adelboden, Crans-Montana e Gstaad la neve cadrà copiosa per gran parte del fine settimana, mentre sui nostri versanti dovremo accontentarci di qualche fiocco a Courmayeur, La Thuile, Cervinia, St. Rhemy, alta Val Sesia e Formazza, alta Valtellina, Val Venosta e alta Val D’Isarco. Al momento le nostre interpolazioni non vedono fenomeni più estesi di questi!
Sul resto del nord domineranno banchi nuvolosi sparsi alternati a qualche schiarita ma con scarse probabilità di precipitazioni. In ogni caso la quota neve sarà piuttosto elevata, giacché‚ le correnti occidentali determineranno l’afflusso di aria sensibilmente più mite di origine atlantica.
Insomma tutto il freddo di dicembre pare non sia servito a nulla: le vere nevicate per le Alpi sono lontane.
Anche per le regioni tirreniche, dalla Toscana alla Calabria sono in arrivo pioggerelle sparse di tipo autunnale.
DAL 31 DICEMBRE un anticiclone si sposterà dalla Francia verso le nostre regioni, facendo ruotare nuovamente le correnti a nord-ovest, con un nuovo temporaneo calo termico, come sempre più sensibile lungo l’Adriatico. Vi sarà occasione per qualche precipitazione sull’Appennino, poi tutto tornerà a posto con un CAPODANNO generalmente soleggiato su tutta la Penisola.
Dal 2 al 4 gennaio l’alta pressione avrà un sussulto rinforzandosi e provocando estese gelate mattutine, inversioni termiche e scarsa ventilazione.
Dall’EPIFANIA la situazione si ingarbuglia notevolmente con due possibili soluzioni:
1 l’Atlantico dà una parziale spallata alla stabilità e regala pioggia in pianura e neve in montagna al nord, tempo variabile al centro, sereno e mite al sud con venti di Libeccio, Ostro e Scirocco.
2 l’anticiclone si rafforza sensibilmente fino a 1045 mb e punta ad una nuova alleanza con il collega russo.
Insomma come vedete anche la “sfera” diventa improvvisamente miope dopo Capodanno e scuoterla troppo o sbatterla sul pavimento significherebbe cancellare questa rubrica e in fondo ci dispiacerebbe un po’.
Cari lettori, pazientate allora sino a domani…
Autore : Alessio Grosso