00:00 27 Ottobre 2001

Alpi ancora brulle, Calabria e Sicilia sempre a secco.

Tra gli operatori turistici, gli agricoltori, gli amanti della natura, c'è viva preoccupazione per l'evoluzione della stagione.

Alpi ancora brulle, Calabria e Sicilia sempre a secco.

E’ ora di pensare ad una nuova stagione con i “cannoni” in montagna? La Calabria ha già chiesto lo stato di calamità naturale per una siccità che si protrae quasi ininterrottamente da giugno, in Liguria il rischio incendi rimane alto e l’incubo si chiama Tramontana.

Le piogge autunnali latitano su tutto il territorio, l’alta pressione non vuole dare tregua, sembra di assistere ad un copione già visto, peggiorato dalla scarsa piovosità che ci trasciniamo dalla primavera scorsa e naturalmente dall’estate.

Piove poco e dunque nevica poco: l’anticiclone non è di quelli spaventosi ma le perturbazioni non riescono comunque a forzarne il blocco e a scaricare il loro contributo di precipitazioni.

La verità è che sull’Italia non arrivano perturbazioni importanti dal marzo scorso, troppo, veramente troppo per non preoccupare gli addetti ai lavori.

Sappiamo che ognuno di noi è immerso nello stress della vita quotidiana, nel fine settimana si desidera il sole per uscire all’aria aperta in tranquillità, ma non dobbiamo dimenticare che la scarsa ventilazione e l’inversione termica, concorrono a produrre una tale quantità di veleni da mettere a serio rischio la nostra salute.

Dobbiamo allora domandarci: il vero “bel tempo” qual è?
Autore : Alessio Grosso