00:00 15 Marzo 2012

La Nina e l’influenza? Vanno a braccetto, ecco perchè

E' la conclusione alla quale sono arrivati alcuni ricercatori americani nel corso di un nuovo studio, secondo il quale la ricorrente alterazione delle condizioni climatiche del Pacifico modifica i tempi di volo e di sosta degli uccelli migratori, principale serbatoio dei virus dell'influenza.

La Nina e l’influenza? Vanno a braccetto, ecco perchè

 L’influenza: nessuno si è mai chiesto da dove arriva e perchè? E’ colpa degli uccelli selvatici, i quali sono il principale serbatoio dei virus dell’influenza A. La diffusione di nuove linee pandemiche è facilitato dal passaggio del virus da questi uccelli agli animali domestici e quindi agli esseri umani.

Sono in particolare gli uccelli migratori a veicolare i virus che ci smontano le nostre giornate di fine inverno. Questi volatili, percorrendo grandi distanze e compiendo molte tappe intermedie, sono i vettori preferenziali per il trasporto e il riassortimento del genoma virale influenzale.

A questo punto un nuovo studio condotto da ricercatori della Columbia University e della Harvard School of Public Health ci viene incontro facendoci sapere di avere individuato un legame fra lo sviluppo di nuovi ceppi di influenza, le rotte migratorie di questi uccelli e l’impatto che hanno su di esse le condizioni meteorologiche a livello globale.

In particolare, come viene illustrato in un articolo pubblicato sui PNAS, i ricercatori hanno dimostrato che ciascuna delle pandemie del 1918, del 1957, del 1968 e del 2009 è stata preceduta da un fenomeno de La Niña nel Pacifico equatoriale.  Tutti e quattro i casi succitati sono stati preceduti da temperature superficiali dell’oceano al di sotto della norma, in relazione con l’oscillazione climatica periodica tipica del Pacifico che è nota come ENSO (El Niño-Southern Oscillation). La fase incriminata è appunto quella di La Niña, che mediamente si sviluppa a intervalli variabili fra i due e i sette anni.

 

Autore : Luca Angelini