09:00 6 Marzo 2026

MALTEMPO metà marzo: spunta una divergenza modellistica

Svolta meteo a metà marzo? Modelli divisi su piogge, cicloni mediterranei e rallentamento del getto.

MALTEMPO metà marzo: spunta una divergenza modellistica

L’evoluzione del tempo nella seconda decade di marzo si sta rivelando più complessa del previsto. I modelli concordano su un possibile cambio di passo nella circolazione, ma divergono in modo netto su tempistiche, intensità e soprattutto configurazione barica che potrebbe interessare il Mediterraneo.

ECMWF: peggioramento credibile e potenzialmente duraturo

Il modello europeo ECMWF continua a proporre uno scenario perturbato di una certa consistenza, pur con un leggero slittamento in avanti rispetto alle emissioni precedenti. Nelle medie d’ensemble emerge:

  • un canale depressionario persistente sul Mediterraneo centrale;
  • una circolazione ciclonica in grado di insistere per più giorni;
  • un potenziale contributo pluviometrico rilevante, localmente anche abbondante.

Si tratterebbe, se confermato, della prima vera fase perturbata organizzata dopo settimane dominate da correnti tese ma senza affondi incisivi.
Lo vediamo in questa mappa relativa alla media degli scenari per il 16 marzo su base grafica Meteociel:

Ancora più marcato il peggioramento diventa intorno al 20 marzo, come possiamo vedere qui:

GFS: rallentamento del getto sì, ma senza vero maltempo

Il modello americano GFS propone invece una dinamica molto diversa. Secondo le sue ultime elaborazioni:

  • la corrente a getto rallenterebbe solo attorno al 20 marzo;
  • la saccatura non riuscirebbe a sfondare verso il Mediterraneo;
  • l’Italia verrebbe coinvolta da correnti nord‑occidentali, più secche e veloci, senza un peggioramento strutturato.

Due visioni quasi opposte: una vede il Mediterraneo al centro della scena, l’altra lo considera ai margini. Lo vediamo molto bene in questa media degli scenari sempre prevista intorno al 15-16 marzo su base grafica Meteociel, dove il getto spinge ancora troppo e l’alta pressione avrebbe buon gioco, prima di ritrarsi un po’ e concedere solo un flusso nord-occidentale quasi innocuo per l’Italia:

Perché la previsione è così incerta?

La chiave è la corrente a getto, che a marzo tende fisiologicamente a rallentare e ondularsi per l’indebolimento stagionale del vortice polare. Il quando e il come avverrà questo rallentamento determina: la possibilità o meno di un affondo perturbato verso sud; la formazione di ciclogenesi mediterranee, oppure il semplice scorrimento delle perturbazioni più a nord.
In questa fase, uno scarto di 24–36 ore nella dinamica del getto può ribaltare completamente lo scenario.

Sintesi finale

Un cambio di circolazione attorno alla metà di marzo o poco dopo appare comunque probabile (55%), anche se la sua reale portata è ancora da definire.

ECMWF punta su un peggioramento marcato e duraturo, con piogge anche abbondanti.

GFS vede un rallentamento del getto più tardivo e senza effetti significativi sull’Italia.

La previsione resta molto incerta, perché dipende da dettagli dinamici difficili da cogliere con largo anticipo.