10:02 3 Marzo 2026

NEVE: il bilancio stagionale in Italia

NEVE: il bilancio stagionale in Italia

Nonostante le abbondanti nevicate di inizio stagione (fine novembre, inizio gennaio e febbraio) sulle Alpi occidentali, l’innevamento di quest’anno risulta complessivamente inferiore a quello dello scorso anno, sia come estensione che come portata, con un deficit marcato soprattutto in Appennino.

Pesa ovviamente nel giudizio anche la mancanza di nevicate in pianura, eccezion fatta per quelle dell’Epifania su alcune regioni, troppo poco per avere un peso specifico nell’analisi complessiva.

Alpi e Prealpi — Persistono spessori significativi in alta quota; rispetto al 2024–25 la distribuzione appare simile o leggermente inferiore a seconda del settore alpino, con differenze locali legate alle nevicate di dicembre/gennaio.

Appennino — Copertura residua concentrata alle quote più alte; in molte aree medie la neve è già in forte ritiro rispetto al picco invernale. Questo confronto locale con l’anno scorso mostra un ritiro primaverile anticipato a fronte di un innevamento già inferiore.

Pianura e coste — Quasi assenti accumuli significativi; rispetto al 2024–25 non si registrano eventi di innevamento a bassa quota di portata rivelante in questo inverno.

A pesare non è stata la mancanza di precipitazioni, ma temperature spesso troppo alte per consentire nevicate a quote basse abbondanti ed estese. Una sola moderata ondata di freddo ha colpito l’Italia in tutta la stagione invernale.