ONDATA di FREDDO confermata dal 14 al 17: anticipo d’inverno
Viene rilanciata stamane l'ipotesi di una seconda ondata di freddo precoce dalla metà del mese e per alcuni giorni a seguire. Vediamo quanto è realistica e che conseguenze potrebbe portare.

Quasi a sorpresa il modello ECMWF riprende il filone del freddo e vede nello sbilanciamento verso nord dell’anticiclone una mossa fatale, che favorirebbe una brusca discesa di correnti fredde da nord-est dirette dalla Scandinavia proprio sul bacino del Mediterraneo con conseguenze tutte da verificare dal 14 ottobre in poi.
La disposizione barica da metà ottobre diverrebbe questa:

Le conseguenze a livello termico a 1500m sarebbero queste:

Dunque una precoce svolta invernale è attesa dal modello ECMWF intorno alla metà del mese con temperature anche al di sotto dello zero a 1500m sull’alto versante adriatico e in genere sul settore alpino e parte di quello appenninico.
Oltre al fatto che si tratterebbe di una sorta di invernata precoce, quali conseguenze si avrebbero sul territorio?

Si avrebbe un netto peggioramento sulla Campania e poi sul basso Tirreno, parallelamente anche sull’Emilia-Romagna, le Marche e in seguito l’Abruzzo. La neve sui relativi tratti appenninici cadrebbe sopra i 1200m, spruzzate si registrerebbero anche sui versanti esteri e confinali delle Alpi oltre i 1000m.
Le temperature scenderebbero di 5-7°C al di sotto delle medie stagionali per almeno 3-4 giorni. Quanto è veritiera questa linea di tendenza? Avevamo già lanciato il sasso su MeteoLive.it in un recente articolo, ora uno dei modelli più autorevoli lo rilancia. Le probabilità non superano il 55% ma sarà necessario aggiornarsi perché tecnicamente questo sbilanciamento dell’anticiclone potrebbe portare proprio a conseguenze simili.
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