09:58 22 Settembre 2025

Cronaca meteo: alluvione lampo in Liguria, allagamenti nelle città del nord-ovest

Cronaca meteo: alluvione lampo in Liguria, allagamenti nelle città del nord-ovest

Un’offensiva autunnale di rara violenza ha travolto il Nordovest d’Italia, mettendo in ginocchio ampie zone di Piemonte, Liguria e Lombardia. L’intensa perturbazione atlantica, che ha scalzato con forza l’anticiclone dei giorni scorsi, ha scaricato al suolo una quantità di pioggia eccezionale, innescando una grave emergenza idrogeologica. Fiumi esondati, città allagate, strade interrotte e un brusco crollo delle temperature disegnano il quadro di una situazione critica, evolutasi nel corso di una notte ad alta tensione. Il bilancio più pesante si registra nell’area appenninica al confine tra Piemonte e Liguria, trasformata nell’epicentro di un vero e proprio diluvio.

L’alluvione lampo in Valbormida, piogge da record

È lungo i crinali al confine tra la provincia di Savona e quella di Alessandria che si è consumato lo scenario peggiore. Qui, lo scontro tra i venti umidi di Libeccio e Scirocco ha creato una micidiale linea di convergenza, dando vita a un evento meteorologico estremo. Per ore, sulla stessa area si sono accaniti temporali autorigeneranti di incredibile potenza.

Questo devastante fenomeno si innesca quando un flusso d’aria umida e instabile viene costantemente alimentato da venti convergenti al suolo. Tale meccanismo genera un sistema temporalesco stazionario, o V-shaped, capace di scaricare incessantemente enormi quantitativi di pioggia su un’area molto ristretta, portando inevitabilmente a eventi alluvionali lampo.

I dati registrati dai pluviometri sono impressionanti e testimoniano l’eccezionalità dell’evento: nell’entroterra savonese si sono superati i 400 millimetri di accumulo. Nelle zone circostanti, i dati delle stazioni meteo ufficiali hanno segnato valori spaventosi in poche ore, come i 254 millimetri di Pareto (AL) e i 181 di Rossiglione (GE). La conseguenza diretta è stata la furia dei corsi d’acqua: il torrente Erro ha superato di oltre un metro la soglia di pericolo a Cartosio (AL), mentre il fiume Bormida è esondato a Cairo Montenotte (SV), allagando la cittadina. La piena si è poi propagata verso il Piemonte, superando i livelli di guardia a Piana Crixia e Mombaldone, mettendo in grave difficoltà anche la zona dell’Ovadese.

Città sotto assedio, da Torino alla Brianza

L’ondata di maltempo ha esteso i suoi effetti anche ai grandi centri urbani, con scenari di criticità diffusa. Già nella serata di ieri, un violento nubifragio ha colpito la città di Torino e la sua area metropolitana. Raffiche di vento impetuose, a oltre 60 km/h, hanno accompagnato la pioggia torrenziale, che ha scaricato fino a 50 millimetri sul capoluogo. Si sono registrati danni a tetti e numerosi allagamenti, soprattutto nella zona ovest tra Rivoli, Collegno e Venaria Reale. In corso Principe Oddone, in centro città, è crollato un albero, mentre la circolazione su tangenziale e autostrade è andata in tilt, con i veicoli costretti a procedere a passo d’uomo.

Anche la Lombardia sta facendo i conti con la perturbazione, tanto che è stata diramata un’allerta arancione per le aree settentrionali e gialla sul resto del territorio. Le piogge battenti hanno causato disagi significativi, in particolare nel comasco: il centro storico di Como è stato invaso dall’acqua e diverse strade, tra cui la strategica Statale 340 “Regina”, sono state chiuse per il rischio di frane e smottamenti. Le precipitazioni sono state abbondanti anche sulla Brianza, con 90 mm, e sull’hinterland milanese, dove si sono superati gli 80 mm tra Paderno Dugnano e Seveso e oltre i 60mm su molti quartieri di Milano, con allagamenti diffusi e code chilometriche fin dalle 6:00 del mattino su molte arterie stradali e sulle tangenziali, con tempi di oltre 2 ore per percorrere 10 km.

Arriva il freddo autunnale, le prospettive

Oltre alle piogge, la perturbazione ha trascinato con sé aria decisamente più fredda, che ha provocato un crollo verticale delle temperature massime, con cali anche di 8-10 gradi rispetto ai valori quasi estivi dei giorni scorsi. Questo shock termico ha riportato un’atmosfera pienamente autunnale e ha permesso alla neve di fare la sua comparsa sulle Alpi, con fiocchi che hanno imbiancato le cime del Trentino fino a circa 2500 metri.
La situazione, dunque, rimane delicata e da monitorare con la massima attenzione.

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