GROSSO: “potrebbe essere ancora il Mediterraneo l’obiettivo delle prossime colate fredde”
Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

REDAZIONE: allora Grosso, sembra che il vortice polare voglia regalarci una tregua dopo l’ultimo passaggio perturbato di venerdì.
GROSSO: “si, giusto in tempo per godersi questa neve spettacolare che ammanta le Alpi e che sicuramente porterà molti soldi nelle località turistiche”.
REDAZIONE: come proseguirà dicembre?
GROSSO: “probabilmente prima di Natale vivremo ancora due distinte fasi di maltempo, entrambe in corrispondenza di rallentamenti della corrente a getto e dell’inserimento di nuove saccature nell’area mediterranea. La prima fase dovrebbe verificarsi tra mercoledì 10 e venerdì 12, poi dovrebbe esserci un intervallo più tranquillo, prima del secondo assalto perturbato atteso per la metà del mese”.
REDAZIONE: sono davvero così probabili questi affondi?
GROSSO: “il primo probabilmente si andrà ridimensionando un po’ come sempre accade quando ci si avvicina all’evento, il secondo invece dovrebbe essere di vasta portata ma ancora non sappiamo quale sarà l’obiettivo della colata fredda, anche se il Mediterraneo centro-occidentale gode dei favori del pronostico. Insomma io ci credo, pur con tutta la cautela del caso”.
REDAZIONE: questo prima del Natale e per le festività?
GROSSO: “se entrambe queste colate andassero in porto è assai probabile che il vortice polare poi torni a girare a mille, come sovente accade a fine anno. In questo modo le festività risultebbero comandate dall’anticiclone con tempo generalmente buono. Si tratta ovviamente di un’ipotesi tutta da verificare ma del resto i lettori qualche volta apprezzano anche un nostro sbilanciamento”.
REDAZIONE: e l’anticiclone russo, che parrebbe formarsi molto bene ad est con radici anche parzialmente dinamiche?
GROSSO: “il famoso BLOCCO o Blocking in effetti viene mostrato da qualche mappa dopo la metà del mese con termiche anche interessanti sul suo bordo meridionale in retrogressione verso occidente, però sarebbe da interpretare come un ulteriore indebolimento del vortice polare. Abbiamo bisogno di conferme, anche perchè la quasi biennale oscillazione dei venti nella stratosfera tropicale in questo senso non ci dà una mano”.
Autore : Redazione MeteoLive.it
