18:00 13 Gennaio 2024

La perturbazione di metà gennaio: Italia spaccata in due

Prossima settimana turbolenta, in arrivo il maltempo anche per il nord. Italia divisa in due tra freddo e mitezza.

Sempre più conferme arrivano dai principali centri di calcolo riguardo il peggioramento di metà prossima settimana, esattamente a partire dal 17 gennaio. Si tratterà dell’ennesima perturbazione atlantica, ma questa volta alimentata da correnti tese meridionali che trascineranno sull’Italia masse d’aria decisamente tiepide per il periodo.

L’Italia si ritroverà letteralmente spaccata in due: tra 17 e 19 gennaio avremo un sensibile rialzo delle temperature su tutto il centro, il sud e le isole maggiori. Addirittura sulle regioni adriatiche vivremo temperature simil-primaverili, superiori ai 19-20°C in molte località. Stesso discorso anche per Sardegna e Sicilia.

Discorso totalmente opposto per il nord, dove potrebbe resistere un coraggioso cuscinetto freddo nei bassi strati che manterrà le temperature su valori pienamente invernali. Ed è proprio grazie a questo cuscinetto che, al transito della perturbazione, potremmo imbatterci in qualche fiocco di neve fino a bassa quota sulla Val Padana. Al momento sembra che la dama bianca possa giungere a quote basse (ancora da definire) principalmente su Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino, tra 17 e 18 gennaio.

Sul resto del nord avremo piogge deboli o moderate, o addirittura quasi totale assenza di precipitazioni sul Piemonte occidentale. Piogge sparse anche su Toscana e Lazio, mentre sulle restanti regioni del centro e del sud solo tante nubi, sprazzi di Sole, vento di libeccio e clima mite.

Nei due giorni successivi, tra 19 e 20 gennaio, la perturbazione si evolverà ulteriormente e scivolerà su centro e sud trascinando anche aria più fredda dai Balcani. In questo contesto il maltempo coinvolgerà anche le regioni centrali e meridionali, oltre che il nordest. Su quest’ultimo la neve potrebbe arrivare a quote collinari.

Gli ultimi fenomeni dovrebbero abbandonare il sud nel corso del 20 gennaio, per poi lasciar spazio ad un invadente anticiclone di cui parleremo più avanti.