TEMPO dinamico da metà mese con episodi di moderato MALTEMPO e sbalzi termici
Alcune depressioni interverranno da ovest determinando moderati peggioramento con piogge, rovesci e qualche nevicata sulle Alpi. In ombra pluviometrica gran parte del Piemonte. Sbalzi termici ma più autunno che inverno.

Ormai la situazione è delineata. L’aria fredda in discesa dall’Artico andrà a catturare depressioni in arrivo dall’Atlantico, alimentandole e portandole al nostro cospetto a partire dai versanti occidentali. Le correnti ad esse associate risulteranno sud occidentali e favoriranno alcune precipitazioni passeggere soprattutto tra Lombardia, Triveneto, Liguria e versanti tirrenici centrali e meridionali.

Il passaggio piovoso tra mercoledì 17 e giovedì 18 avrà caratteristiche autunnali o tardi autunnali, al centro e al sud le temperature risulteranno particolarmente miti, farà un po’ più freddo al nord con quota neve in rialzo dalla collina ai 1200m, in probabile ombra pluviometrica il Piemonte.
La seconda fase prevede che la depressione transiti su di noi entro venerdì 19 e favorisca dietro di sé un afflusso di aria moderatamente fredda (sabato 20 gennaio) che abbasserebbe le temperature su gran parte d’Italia (ipotesi del modello europeo). Nella mappa oltre alle correnti da nord-ovest in quota si nota anche l’espansione temporanea di un promontorio anticiclonico, garanzia di un miglioramento del tempo:

Tale miglioramento però sarà di breve durata, perché sempre secondo il modello europeo entro il 22 gennaio interverrebbe da ovest un’altra saccatura, come si vede dalla mappa seguente: quel “naso” che compare in Valpadana è il segnale della presenza di aria fredda intrappolata che potrebbe favorire una potenziale nevicata di addolcimento con l’inserimento dei venti da sud ovest in seno al fronte, ma è solo un’ipotesi ovviamente:

Facciamo anche un riassunto delle precipitazioni attese sino a sabato 20 gennaio secondo il modello europeo, laddove si notano accumuli rilevanti tra Spezzino e alta Toscana, ma anche tra Campania meridionale e Calabria tirrenica, nulli o quasi gli apporti su ovest Piemonte e Lucania jonica.

