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URAGANI: quest’anno era di moda il Pacifico, ma senza strafare; vistoso calo in Atlantico!

Moderato aumento di questi fenomeni nell’area dell’oceano Pacifico orientale, prospiciente le coste del Nordamerica; ma comunque nella media. Vistoso invece il calo in Atlantico, con fenomeni sporadici e solo due veri uragani; non accadeva dal 1931!

In primo piano - 16 Novembre 2009, ore 08.48

Da qualche giorno è stato pubblicato il rapporto mensile del NOAA sulle tempeste tropicali e uragani. Il quadro generale è ampiamente confortante, almeno in relazione a quanto avvenuto nel comparto atlantico. Lo stesso dicasi per i bacini interni del Golfo del Messico e Mar dei Caraibi, particolarmente preferiti da questo genere di fenomeni. Ottobre se n'è andato dunque senza uragani, con solo due tempeste tropicali, peraltro deboli e di breve durata. Siamo a solo il 18% della media. Ancora più confortante è il quadro generale dell’intera stagione, con soli 2 uragani: Bill (cat. 3 per un paio di giorni), che ha sfiorato le Bermuda e la Nuova Scozia, facendo qualche vittima tra curiosi e avventurieri; è raro vedere un semi-uragano a largo del Canada! Fred; il secondo (cat.3 per un giorno), pressoché innocuo, poiché a spasso per l’oceano, subito al largo delle isole di Capo Verde. Altre 4 tempeste tropicali sparpagliate nell’estate e questo è quanto. Altro che gli anni precedenti; ad esempio il 2005 con 15 uragani e 13 tempeste tropicali. Per trovare un anno così povero bisogna tornare indietro al…1931! Quell’anno si registrarono solo 7 tempeste tropicali e due uragani; ma uno dei due, di categoria 3, attraversò la penisola dello Yucatan lasciandosi alle spalle oltre 2500 morti. Ben altra storia sul versante Pacifico, dove gli uragani quest’anno si sono accaniti particolarmente, specie a ridosso della costa messicana della Baja California. Si tratta di un’area meno frequentata da questi fenomeni, data la circolazione geostrofica mediamente est-ovest. Più semplicemente questo genere di tempeste si originano nella fascia intertropicale, tra i tropici e l’equatore, quindi si lasciano trasportare da est verso ovest per poi deviare verso nord e quindi di nuovo a nord-est, non appena varcano la soglia dei tropici. Mentre sulle coste orientali dei continenti, fascia tropicale ovviamente, (Caraibi, USA orientali, sud-est asiatico, Australia nordorientale, Africa sud-orientale) sono quindi più frequenti; sulle coste occidentali (costa Atlantica del nord Africa, Cile, Africa sud-occidentale, Australia nord-occidentale e costa pacifica delle Americhe appunto) questi fenomeni sono invece più rari, se non del tutto assenti. Proprio la costa pacifica tra Messico e California vanta però, mediamente, il maggior numero di fenomeni; così come accaduto quest’anno. I mass media hanno perciò calcato la mano, non trovando argomenti in Atlantico, hanno posto l’accento sugli uragani del Pacifico. Per fortuna raramente questi fenomeni “atterrano” sulle coste, “landfall” in inglese; dal momento che dovrebbero andare controcorrente, ossia in retromarcia. Inoltre andando verso nord incontrano le correnti fredde della corrente marina della California, e si spengono più o meno rapidamente. Danni e vittime sono pertanto, e per fortuna, generalmente limitati; così come anche quest’anno. Il bilancio di quest’anno è di 12 tempeste tropicali e 8 uragani, di cui due (Felicia e Jimena di cat. 4) e uno (Rick) di cat. 5; il più potente degli ultimi 12 anni nel Pacifico, dopo Linda del 1997. Gli ultimi due hanno toccato la parte meridionale della Baja California; ma per buona sorte le vittime sono state solo 3. Anche il 2008 ne ha visti un discreto numero, ben 7. Ma già nel 2006 gli uragani furono 11, più di quest’anno, e i morti 14. Tra il 1982 e il 1987 e poi di nuovo tra il 1990 e il 1995, la media era di oltre 11 uragani per anno! Gli anni peggiori il 1992 e il 1978, rispettivamente con 16 e 14 uragani. La media degli ultimi 60 anni è comunque 7,9; d’altronde le notizie precedenti il 1950 sono frammentarie e parziali. Si parla però anche di uragani che hanno risalito la costa fino a San Diego e Los Angeles! Il 1959, 1976 e 1982 sono gli unici anni in cui si sono superate le 1000 vittime; soprattutto perché molti degli uragani fecero “landfall” e in particolar modo in prossimità di centri abitati. Insomma un quadro tutto sommato positivo anche per il versante Pacifico; ma per i mass media siamo sempre in emergenza tempeste. A proposito, ma gli uragani, la loro potenza, i danni e le vittime non dovevano aumentare? I soliti catastrofismi gratuiti che i fatti puntualmente smentiscono.

Autore : Giuseppe Tito

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