Un pazzo week-end invernale!
L'ultima neve di primavera è pronta per fare la sua comparsa su Alpi e Appennnini ed occasionalmente e isolatamente sino in pianura, in particolare al nord e sulla Toscana.

Avete aperto MeteoLive e speravate di leggere previsioni ottimistiche circa il fine-settimana? Vi siete sbagliati: trascorreremo due giorni all’insegna di una forte instabilità con annessi temporali, rovesci nevosi anche a quote basse, raffiche di vento, condite magari con un pizzico di grandine.
Aprile si conferma il mese delle sorprese e quella di domani potrebbe essere davvero una giornata stupefacente.
Già nel tardo pomeriggio al nord si scateneranno rovesci sempre più importanti che saranno nevosi a quote superiori ai 900-1000 m. Al centro-sud andrà temporaneamente scemando l’influsso delle perturbazioni africane.
Nella notte e nella giornata di domani gran parte del nord, ad eccezione forse dell’Emilia-Romagna, ma con la partecipazione straordinaria della Toscana saranno sottoposti ad un forte “cannoneggiamento” e ad una sventagliata di brevi rovesci di neve che potrebbero interessare anche città come Varese, Bergamo, Torino, Biella, Novara, l’entroterra Ligure, senza escludere Firenze, Siena, Arezzo, Udine, Trento, Brescia, Pavia. Insomma ovunque andiate al nord siete a rischio non solo di pioggia ma anche di rovesci grandiniferi e di eventuali brevi fioccate.
Sul resto del centro i temporali giungeranno nella seconda parte del sabato e colpiranno con veemenza anche la Sardegna con neve stimata attorno ai 700 m ma con le solite eccezioni che la porteranno ad interessare il viterbese, il reatino, la zona di Perugia, Gubbio, Assisi per sfondare poi nell’entroterra marchigiano.
Se abitate al sud sabato non andrà tanto male ma l’instabilità coverà subdolamente e la domenica sarà tutto un fiorire di temporali anche su queste regioni con quota neve attorno ai 1000-1200m circa.
Domenica con il sole invece al nord-ovest, con residui cumuli sulle Alpi, ancora attività elettrica invece al centro e sul NE con neve oltre i 900 m.
Detto questo, a parte qualche appassionato che salirà sui monti per salutare l’ultima neve di primavera, crediamo di aver sufficientemente scoraggiato i vostri progetti escursionistici.
Autore : Alessio Grosso
