Ti segnaliamo, **INSTABILITA’**: spesso la si nomina, ma di cosa di tratta?
Cerchiamo di capire quando una massa d'aria viene considerata INSTABILE

Soprattutto in estate si sente parlare frequentemente di instabilità dell’aria; sappiamo bene che in queste condizioni si possono verificare rovesci o temporali. Perché esiste questa relazione fra i due fenomeni? In parole povere, quando una massa di aria fredda viaggia in quota verso latitudini inferiori, può capitare che si trovi a scorrere su territori dove mediamente l’aria è più calda.
Entro certi limiti di temperatura, si può affermare con sicurezza che più l’aria è fredda, più è densa e quindi più pesante (a parità di volume).
Nelle condizioni descritte in precedenza occorrerà che in qualche modo l’aria più fredda scenda verso il basso, andando ad occupare il posto che prima spettava all’aria calda. Quest’ultima quindi verrà sollevata verso l’alto, talvolta con violenza; di conseguenza il vapore acqueo che contiene tenderà a condensarsi in goccioline formando una nube; nel caso particolare nasceranno quindi cumuli e cumulonembi, con il rischio di acquazzoni. In particolari condizioni di temperatura e di velocità della corrente ci può essere instabilità anche con un flusso di aria calda ed umida nei bassi strati.
La dicitura "tempo instabile" sottintende quindi la prontezza della massa d’aria a muoversi dal basso verso l’alto, con la produzione di nubi a sviluppo verticale cariche di pioggia. Tempo instabile non significa inoltre che pioverà dalla mattina alla sera, ma è il sinonimo di tempo inaffidabile; le schiarite quindi non sono mai durature e possono essere seguite da rovesci o temporali.
Autore : Paolo Bonino