Pioggia: 2010 vs 2011, che differenza!
2010 estremamente generoso e con precipitazioni ben distribuite nel tempo e nello spazio, 2011 l'esatto opposto.
Vi siete mai chiesti se, al di là delle sensazioni umane si può avere un riscontro strumentale dei parametri che caratterizzano il nostro clima, come temperature e piogge? Ma certamente, il responso ce lo forniscono i grandi centri climatologici mondali come la NOAA, dal quale è stato estratta la mappa qui a fianco allegata.
La carta rappresenta in percentuale le anomalie delle precipitazioni avutesi in Italia nel periodo compreso tra il primo di settembre al 30 di novembre del 2011. Salta subito all’occhio la complessiva penuria di precipitazioni, rispetto ad un periodo che climatologicamente dovrebbe essere uno dei più piovosi dell’anno.
Tra tutte le regioni fa eccezione solo la Sicilia, dove si è avuto anche il triplo delle piogge che normalmente ci si dovrebbe aspettare. Un dato è comunque sconcertante e ci dovrebbe far riflettere: ricordate le recenti disastrose alluvioni liguri? Ebbene guadrate la mappa: in Liguria è caduta la metà della pioggia che normalmente dovrebbe cadere nel trimestre suddetto.
L’osservazione ci mette in chiaro che tutta quell’acqua non è servita assolutamente a nulla. Si è solo avuto un enorme sbilancio di accumulo, tale da mettere sotto pressione il nostro territorio in un unico colpo, ma senza tuttavia aver un congruo rabbocco delle falde idriche. Giusto per completare il discorso, vi elenchiamo alcuni dati riferiti alla piovosità del 2010: sono dati impressionanti, che denotano grandissime differenze climatiche da un anno all’altro.
Allora vigeva tutta un’altro tipo di circolazione, tale da distribuire le piogge più democraticamente. Quelle sono le piogge benefiche per il nostro territorio. Ecco i dati:
Clamorosi i 2450m di Como, Genova raddoppiò i suoi 1070mm di media, arrivando a ben 2000mm, a La Spezia ne caddero addirittura 2200 contro una media di 1300m; ben 2000 quelli di Lecco e 1600mm a Brescia (la media sfiora i 1000mm).
Notevole il dato di Milano con 1500mm a fronte di una media di 900mm circa. Anche le alluvioni nel Veneto portarono picchi superiori ai 2000m ma è sulle Prealpi friulane che si restò a bocca aperta: 4200mm a Piancavallo e 3700 a Barcis, ma anche ad Udine si era arrivati a 2300mm; infine anche a Gorizia, con 2220mm non, si scherzava affatto.
Autore : Luca Angelini