Orltes: una “carota” nel ghiacciaio per studiare i cambiamenti climatici
La sonda, lunga settanta metri, verrà posizionata a quota 3850. Intanto le recenti nevicate hanno suggerito la rimozione dei teli geotessili posti su alcuni ghiacciai lombardi, dove lo spessore preservato dallo scioglimento estivo è risultato più che soddisfacente.
Le nostre Alpi diventeranno ancora oggetto di studio da parte degli scienziati che vogliono capire i continui saliscendi del clima. Questa volta è in programma una serie di ricerche nel gruppo dell’Orltes, in Alto Adige, dove a breve verrà installata una sonda che penetrerà nel ghiaccio per tutto il suo spessore, ovvero circa settanta metri.
L’esperimento prenderà il via a quota 3850 e i ricercatori contano di estrarre elementi sufficienti a capire l’evoluzione del clima negli ultimi decenni. La ricerca, cui si affiancheranno anche uno studio di medicina d’alta quota, sara’ svolta da un team composto da studiosi italiani, americani ed austriaci, coordinati dal Byrd Polar Research, dell’Universita’ dell’Ohio, assieme all’Ufficio idrografico della Provincia autonoma di Bolzano.
Intanto le prime nevicate e il forte calo delle temperature ha permesso di rimettere a nudo i ghiacciai lombardi preservati dalle coperture geotessili nel corso della stagione estiva. Da oggi, martedì 20, il Presena ad esempio scintilla di luce propria e mostra i suoi due metri di spessore in più, salvati artificialmente dalle grinfie del cocente sole dell’estate.
Autore : Luca Angelini