E dopo la pioggia, in pianura incombe il rischio della nebbia
Con il graduale rasserenamento del cielo e con l'inversione termica che andrà costruendosi per l'aumento della pressione, il rischio della nebbia si farà concreto, soprattutto sulla pianura Padana, ma anche nelle valli del centro, i cui suoli sono ancora abbondantemente intrisi di acqua.
Dopo l’immane carico di piogge, temporali e nubifragi, novembre proporrà sulle regioni peninsulari una tregua. Lo farà grazie ad un timido ma pur sempre tangibile aumento della pressione atmosferica per via di un campo anticiclonico in consolidamento sull’Europa centrale.
E quando una struttura di alta pressione si stabilizza nelle vicinanze dell’Italia in questo periodo stagionale, tutto il profilo termico verticale cambia radicalmente assetto. Le alte quote si scaldano, mentre le pianure tendono a rimanere fredde e brumose. L’aria fredda infatti pesa e il raffreddamento notturno operato dalla ritrovata serenità dei cielo intrappola nei bassi strati lo strato rimescolato: è l’inversione termica.
In queste condizioni, se in tale strato il tasso di umidità risulta elevato, il fenomeno della nebbia al suolo diventa una logica conseguenza. E in effetti, dopo le abbondanti piogge ancora non del tutto cessate, i nostri suoli sono intrisi d’acqua e forniscono agli strati atmosferici intrappolati dall’inversione termica grandi quantitativi di umidità. La media compressione offerta dall’anticiclone (se fosse troppo forte lo strato di inversione nebbioso sarebbe lamellare quindi incollato solo ai primi metri) sembrerebbe dunque favorire il fenomeno.
Ecco quindi il rischio di nebbia in pianura nei prossimi giorni. Il fenomeno potrà interessare a banchi la val Padana già nelle prime ore di mercoledì, presentandosi anche a sorpresa, intercalata a tratti con buona visibilità. Gli strati nebbiosi potranno poi comparire qua e là anche sulle maggiori pianure del centro e del sud, in particolare lungo il versante adriatico, magari frammiste a nuvolosità bassa. per via di una certa ventilazione orientale.
Tra giovedì e sabato il fenomeno replicherà, tanto che nelle ore notturne la visibilità potrebbe essere localmente molto ridotta, soprattutto in pianura Padana centro-occidentale. La debole ventilazione orientale tuttavia darà luogo ad un certo rimescolamento, tanto che le nebbie potranno addossarsi ai contrafforti prealpini e a quelli appenninici rivolti verso l’Adriatico sollevandosi in banchi di nubi basse. Provvederà poi il sole diurno a penetrare la cortina nuvolosa fino a far risplendere il sole nelle ore centrali e pomeridiane.
Non ci rimane che prendere atto dell’eventuale fenomeno e prendere le dovute precauzioni, soprattutto se ci si mette in viaggio.
Autore : Luca Angelini