Aumenta la CO2? Mangeremo meno ostriche
Uno studio dell'Universita' dell'Oregon ha dimostrato che livelli elevati di biossido di carbonio nell'acqua di mare inibiscono lo sviluppo naturale delle larve di ostriche.
L’impatto è più visibile ed evidente sulla produzione commerciale piuttosto che sulla crescita naturale. Questo perchè la produzione commerciale richiede uno sviluppo e una crescita intensiva che forza il normale ciclo naturale. L’aumento dell’acidificazione degli oceani, connesso all’aumento della CO2, è legato ad un crollo verticale della produzione commerciale delle ostriche.
Lo rivela uno studio condotto all’Università dell’Oregon che ha dimostrato che livelli elevati di biossido di carbonio nell’acqua di mare inibiscono lo sviluppo naturale delle larve di ostriche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Limnology and Oceanography. L’aumento della CO2 atmosferica rallenta di fatto lo sviluppo larvale delle ostriche.
Il calo di produzione era stato finora attribuito al basso livello di ossigeno e ai batteri patogeni. Ma Alan Barton, autore dell’articolo, ha dimostrato che la causa principale è l’acidificazione. La fase di crescita iniziale è quella più sensibile alla chimica dei carbonati delle acque. Quando l’acqua diventa più acida, impedisce la formazione di carbonato di calcio, il minerale del guscio dell’ostrica.
Autore : Luca Angelini