Acqua potabile dalla nebbia: in Perù è già realtà
Una ricerca americana avrebbe messo a punto alcuni dispositivi atti a intrappolare l'umidità degli strati nebbiosi e della rugiada.
I cacciatori di nebbia? Dopo quelli di temporali e di tornado potrebbe essere la prossima figura inventata dai cugini d’oltre oceano. Si, perchè la nebbia è costituita da miliardi di microscopiche goccioline di acqua che possono venire intrappolate e raccolte per irrigare zone colpite da siccità o dal clima arido.
E’ noto infatti che anche sulle zone desertiche il fenomeno della nebbia può verificarsi con una certa frequenza, così come testimoniamo i depositi della rugiada notturna che permettono la sopravvivenza di alcuni tipi di vegetazione anche in condizioni quasi estreme.
La scoperta, o meglio il perfezionamento, di questo nuovo sistema che cattura l’umidità dell’aria arriva dall’America ad opera di Shreerang Chatre e dal suo team di ricercatori e consiste in pannelli di polipropilene e nylon che intrappolano e raccolgono l’umidità dell’aria. Il sistema simile ma rudimentale viene già utlizzato in alcuni paesi dell’America centrale e meridionale, soprattutto in Guatemala e in Cile.
Il Perù in questo caso ha però fatto un passo avanti. Nei pressi di Lima è stato installato un cartellone pubblicitario in grado di catturare umidità e nebbia per trasformarle in acqua potabile. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con l’Università di ingegneria e tecnologia della capitale (UTEC) e l’agenzia Mayo draftDCB.
Alejandro Aponte, responsabile del progetto, ci fa sapere che: “Nel pannello sono stati installati cinque dispositivi per assorbire l’umidità, depurarla e trasformarla in acqua potabile attraverso un multi filtraggio elettronico a carboni attivi e lampade UV antistatiche. In presenza di un’umidità rilevata superiore al 70%, ogni dispositivo produce 28 litri di acqua”. L’installazione sarà pronta per l’estate e per gli studiosi sarà in grado di generare circa 96 litri di acqua al giorno.
Autore : Luca Angelini