Se la natura si arrabbiasse davvero…
Con il caldo ecco una carrellata televisiva di luoghi comuni.
Simpatiche nonnette che sventolano i loro ventaglietti, giovinastri che si gettano nelle fontane, ragazze con i piedi a mollo, anziani che si asciugano il volto madido di sudore con un fazzoletto.
E’ cominciata la classica sofferenza estiva e la TV ne dà notizia propinandoci i soliti consigli per sopportare meglio il caldo: bere molto, consumare frutta e verdura, evitare le passeggiate nelle ore più calde, aerare la casa nelle prime ore del mattino.
Poi si invoca la rinfrescata ma quando arriva sono danni per nubifragi e temporali; allora si spera nel ritorno del sole ma riecco l’afa; si aspetta la perturbazione che non deve tuttavia rovinare il fine settimana al mare. “Che piova di notte” si sentenzia, senza sapere che l’insolazione diurna, unita all’aumentato tasso di umidità ci farà stare anche peggio.
Eccoci allora alla commediola dei simbolini: 4 bei nuvoloni neri (o di solleoni) appiccicati sulla cartina a sintetizzare mille km di territorio.
E si perchè il servizio sul meteo non deve durare più di due minuti, sennò sai che pizza…
Nell’era ipertecnologica in cui bisogna essere plurilaureati, con almeno due lauree honoris causa, belli, alti, intelligenti, palestrati, sexy, alla moda, cosa volete che importi come evolva un cumulonembo?
E’ vero che il tempo è uno dei primi argomenti di conversazione ma è anche uno di quelli che si liquida più in fretta, trenta secondi e poi si passa ad altro.
Se la natura si arrabbiasse davvero, se dovessimo combattere anche noi con tornado, uragani, bufere di neve, continue grandinate e nebbia che si taglia con il coltello per 12 mesi all’anno, forse presteremmo maggiore attenzione alle vicende del tempo, non solo in funzione di un week-end ma per la nostra sicurezza, come parte integrante della nostra vita, diventando tutti più solidali.
Per carità, non vogliamo augurare altre catastrofi ad un Paese che localmente ne ha vissute già tante ma per scuotere le coscienze e riportarci tutti con i piedi per terra forse la natura deve urlare di più…
Autore : Alessio Grosso