00:00 12 Giugno 2008

Temporali, dove ci dovremo attendere i fenomeni più intensi nelle prossime ore?

Analizziamo brevemente dove si verificheranno le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni temporaleschi più significativi

Temporali, dove ci dovremo attendere i fenomeni più intensi nelle prossime ore?

La situazione circolatoria sul nostro Paese risulta abbastanza complessa. L’interazione tra i flussi sud-occidentali facenti capo ad una avvezione piuttosto mite alle quote medie (circa 700hpa) sulle nostre regioni meridionali, il sovrastante inserimento di un ramo della corrente a getto subtropicale e l’arrivo della sciabolata fredda da nord si misceleranno costruendo un puzzle da qualche migliaio di pezzi.

Gli indici convettivi sulle nostre regioni settentrionali non indicano peraltro una combinazione temporalesca esasperata. Tuttavia non sono da sottovalutare le caratteristiche termodinamiche di una colonna d’aria tutt’altro che stabile e che nella seconda parte del giorno porterà su buona parte del nord (in particolare al nord-est) alla formazione di cellule temporalesche immerse in un tessuto nuvoloso più frastagliato presente alle quote medie.

Altro discorso va fatto per le regioni centro-meridionali. Qui il ramo ascendente della corrente a getto, un discreto shear del vento ai vari livelli, la presenza di un timido respiro tiepido e umido alle quote intermedie e la presenza di un minimo a cavallo del centro Italia, potranno favorire una buona convergenza al suolo con relativa costruzione di moti ascendenti (omega negative).

Al momento pare che le zone interne tra Toscana, Umbria e Lazio ma soprattutto le regioni del medio Adriatico fino ai settori più settentrionali della Puglia e, in modo più sporadico ma non meno intenso anche la Sicilia, potranno assistere ad attività temporalesca piuttosto vigorosa. Questa verrà alimentata anche dall’arrivo di vorticità positiva (ciclonica) alle alte quote trasportata in seno alla corrente a getto.

L’Appennino, attraversato trasversalmente dalle umide correnti di libeccio attive alle quote inferiori, permetterà di imprimre una marcia in più ai moti convettivi fungendo da trampolino per la cumulogenesi la quale verrà proiettata dal getto verso i versanti adriatici.

Situazione analoga per la Sicilia che si troverà in prossimità di un alito piuttosto caldo proteso alle quote inferiori verso la Grecia meridionale. Qui il CAPE (energia disponibile per la convezione) risulta infatti più elevato. Lungo questa fascia anche altri indici di stabilità ci inducono a pensare al possibile sviluppo nella seconda parte del giorno di cluster temporaleschi multicellulari senza escludere la formazione di qualche sistema convettivo a mesoscala (MCS).
Autore : Luca Angelini