Quando l’infrarosso inganna
Stamani solo l’immagine dal satellite nel canale bispettrale riesce a rivelarci la vera identità delle nubi che stanno interessando gran parte del nord.
Se osservassimo l’immagine da satellite nel canale infrarosso vedremmo un ammasso nuvoloso di un bel bianco brillante fra la Spagna, la Francia e l’Italia; saremmo quindi portati ad immaginare piogge intense e persistenti al di sotto di esso.
La realtà però è ben diversa, dato che molte delle zone interessate dal manto nuvoloso non stanno ancora vedendo precipitazioni; per quale motivo?
Se andiamo a considerare l’immagine nel canale bispettrale (ossia quella che sovrappone l’immagine nell’infrarosso e quella nel canale visibile) notiamo che la struttura di queste nubi è tipica di un ammasso di altocumuli ben organizzato e compatto, ma non ancora così ben sviluppato in altezza da dare precipitazioni.
In verità si possono notare anche alcuni cumuli “affogati” in questo corpo nuvoloso, ma gli eventuali rovesci nella maggior parte dei casi non riescono a raggiungere il suolo, per due motivi differenti ma legati fra loro:
1) l’aria nei bassi strati dell’atmosfera (dal suolo fino ai 2-3 km di quota) è ancora molto secca
2) una grossa quantità della sabbia dal Deserto del Sahara spinta dallo Scirocco verso le nostre regioni, si trova ancora in sospensione nell’aria e tende a “rubare il posto” al vapore acqueo.
Per adesso gli unici temporali nelle vicinanze della Penisola vengono segnalati sulle Alpi occidentali, ma anche questi non sembrano al momento molto intensi; probabilmente su gran parte del nord occorrerà attendere l’approssimarsi del fronte freddo per vedere precipitazioni più abbondanti.
In poche parole oggi conviene osservare l’immagine bispettrale, in quanto sicuramente più esplicativa e facilmente interpretabile di quella nell’infrarosso.
Autore : Lorenzo Catania