Prima decade di aprile, spiamo le mosse dell’anticiclone
Diamo uno sguardo alle possibili manovre dell'alta pressione e alle strategie atmosferiche più probabili in vista dell'esordio del nuovo mese

Dove è finito quel ciclope indistruttibile che ha seminato la primavera nel pieno dell’inverno? Stiamo naturalmente parlando dell’alta pressione subtropicale. Ebbene, sopito all’ombra della sua ostentata sicurezza, proprio ora allo scoccare della primavera il nostro pallone di aria calda ha ricevuto una memorabile lezione dall’irruenza depressionaria capitanata dall’inverno artico.
Adesso il grande vortice molla la presa ma l’anticiclone rimane timido timido nel suo angolo di oceano, restio ad avventurarsi per il Vecchio Continente, ancora convalescente e freddo dopo il parapiglia dei giorni pasquali.
Aprile proseguirà dunque sulla falsariga degli ultimi giorni di marzo. Esclusa a priori la costruzione di una cellula altopressoria nord africana, il nuovo mese ci elargirà la presenza molto discreta e piuttosto defilata dell’anticiclone delle Azzorre.
Nei primi giorni del nuovo mese Il “signore del sereno” allungherà una mano verso la penisola Iberica allo scopo di agganciare la propaggine estrema dell’Europa. Il progetto andrà a buon fine tuttavia la circolazione generale dell’atmosfera impedirà all’alta pressione di guadagnare ulterioremnte terreno verso levante e verso l’Italia. La nostra Penisola sarà infatti impegnata da una rotazione delle correnti mediamente ciclonica, condita da probabili impulsi instabili settentrionali in arrivo a corrente alternata.
Trovando chiusa la via dell’est la nostra alta pressione, alimentata da una nuova imponente ondulazione della corrente a getto polare, si ergerà dunque decisamente verso nord andando ad abbracciare le isole Britanniche intorno al 4-5 di aprile.
Una siffatta collocazione renderà il nostro Paese vulnerabile all’arrivo di correnti fresche e instabili dai quadranti nord-orientali che limiteranno ovunque l’escalation delle temperature nella prima decade di aprile, concentrando in più una irregolare fenomenologia lungo i versanti orientali della Penisola, segnatamente quelli del medio e basso Adriatico.
Autore : Luca Angelini
