00:00 18 Luglio 2013

Onde di calore estive, ecco come riconoscerle

Note tecnicamente con il nome di "Heat waves", sono le onde di calore dovute a particolari configurazioni circolatorie che vedono come protagoniste strutture anticiclonche estive di tipo subtropicale.

Onde di calore estive, ecco come riconoscerle

L’impressionante ondata di calore che stava per interessare l’Italia il 22 luglio del 2003. Si noti l’andamento della temperatura alla quota isobarica di 850hPa, con il valore di 25 gradi pronto a invadere il Tirreno e la Isole Maggiori. Fonte archivio Wetterzentrale.

Da un po’ di anni a questa parte il fenomeno delle onde di calore estive ha assunto talmente tanta importanza, che le attuali scuole sinottiche l’hanno identificato come soggetto sinottico a sè stante e chiamato  "Heat wave". Come si riconoscono le onde di calore? Dal punto di vista tecnico esistono alcuni parametri numerici facilmente reperibili dagli svariati prodotti modellistici a disposizione per l’area euro-mediterranea. Tra tutti citiamo ad esempio l’altezza del geopotenziale alla quota isobarica di 500hPa, i cui valori sforano il ragguardevole valore di 5800 metri, giungendo talvolta a toccare i 6000 metri. 

Importante anche il campo termico, con valori che sul piano isobarico di 850hPa superano i 20 gradi, toccando a volte i 25. Alla medesima quota importanti informazioni ci pervengono anche dalla mappa della temperatura pseudopotenziale di bulbo bagnato la quale, essendo un’ottimo tracciante delle masse d’aria, ci indica l’origine e la distribuzione del calore pronto a invadere il nostro Paese.

Ma noi, gente di tutti i giorni, come possiamo riconoscere un’ondata di calore in corso? Naturalmente occorre la presenza di una massa d’aria che arrivi dal nord Africa: i cieli rimangono sereni per l’intera giornata, cumulogenesi sui monti modesta o assente del tutto. Il riscaldamento atmosferico pertanto e totale, i termometri possono così salire su valori che, in Italia, superano diffusamente i 35 gradi. E possibile che il caldo, in talune zone di pianura lontane dal mare, possa anche aggravarsi per via dell’elevato tasso di umidità, sensazione fastidiosa sulla nostra pelle ben nota con il nome di afa.

Autore : Luca Angelini